• Quando la cover diventa «classica»

    17 MAG 2024 · Pensi a una cover e pensi al pop o al rock. E forse anche al jazz (quello degli anni d’oro, ma non solo, è costellato infatti da arrangiamenti di brani di altri). E la classica? Be’, ben prima del pop, del rock e del jazz (e del blues, ovviamente) c’era la musica classica, che possiamo considerare un genere praticamente «eterno», senza data di scadenza insomma. E non sono pochi gli artisti moderni che hanno omaggiato i Maestri del Seicento, Settecento e Ottocento – conosciuti, verosimilmente, mentre studiavano per imparare il proprio strumento, prima di passare alla «musica del diavolo» – con delle reinterpretazioni che suonano incredibilmente moderne. A partire da quelle di J.S. Bach, la cui musica continua ancora oggi ad affascinare musicisti di ogni genere musicale. In questa puntata di #Undercover (la numero 7, che inaugura però una nuova stagione) Michele Castiglioni e Dimitri Loringett presentano una selezione di motivi di classica «coverizzati» in salsa prog, jazz e pop. Il montaggio della puntata è curato, come sempre, da Jenny Covelli. Buon ascolto! Se volete lanciare idee o lasciarci i vostri commenti, scriveteci all’indirizzo e-mail mailto:redazioneweb@cdt.ch o al numero WhatsApp tel:079%20596%2064%2011.58
    16 min. 27 sec.
  • Tribute album, quando la cover va «oltre»

    23 DIC 2023 · No, questa non è la replica della https://www.cdt.ch/societa/musica/quando-la-cover-diventa-un-album-intero-327582. O meglio, parliamo sì di album, ma questa volta di raccolte di brani di un determinato artista interpretati da più artisti: in altre parole, i cosiddetti tribute album. Questo genere di pubblicazione è, in un certo senso, la più alta forma di tributo che un artista possa dedicare a un altro. Come sempre, verranno proposte delle chicche, quali Come Together: Motown Sings the Beatles (1994), che contiene cover di alcuni famosi brani dei Fab Four interpretati in chiave R&B e soul dai mitici artisti della Motown Records, tra i quali Marvin Gaye, Stevie Wonder, The Four Tops, The Temptations e The Supremes. Oppure Stay Awake (1988), che propone le varie interpretazioni di musiche di film Disney d'epoca da parte di artisti quali Tom Waits, Suzanne Vega, Sinéad O'Connor e Bill Frisell. Ma ci sarà spazio anche per il rock più duro, da Kiss My Ass (1994) con le cover degli iconici Kiss - da non perdere quella di Lenny Kravitz che interpreta Deuce - ad Absolute Respect, il bonus cd che accompagna la release Absolute Dissent del 2010 dei Killing Joke (che https://www.cdt.ch/societa/musica/geordie-lanti-eroe-e-migliore-chitarrista-di-sempre-335969). Per finire in bellezza, dapprima un tributo tutto particolare, The Dio Album (2023) di Paul Gilbert che omaggia l'opera del compianto Ronnie James Dio interpretandone le prodezze vocali con la chitarra. E, infine, per celebrare il Natale che incombe, una bella compilation di canzoni natalizie in chiave metal con We Wish You A Metal Xmas & A Headbanging New Year (2008), il cui titolo parla da se... Il montaggio della puntata è curato, come sempre, da Jenny Covelli. Buon ascolto! Se volete lanciare idee o lasciarci i vostri commenti, scriveteci all’indirizzo e-mail mailto:redazioneweb@cdt.ch o al numero WhatsApp 079 596 64 11.
    22 min. 34 sec.
  • A proposito di cover e... film

    29 OTT 2023 · Diciamolo subito: in questa puntata di UnderCover non abbiamo «invaso» il regno incontrastato dihttps://www.cdt.ch/multimedia/podcast/quella-canzone-sentita-in-un-film-che-fa-du-du-du-na-na-na-331936. O forse sì? Be’, sarebbe illusorio pensare che la musica «rifatta» sia una forma d’arte (la quarta?) riservata esclusivamente all’ascolto che non possa accompagnare le immagini su grande schermo. Anzi. Pensiamo, per dirne una, al film blockbuster The Blues Brothers senza la colonna sonora (rigorosamente di cover)… In questa puntata però si portano alcuni esempi di pellicole, alcune poco conosciute, le cui colonne sonore hanno avuto successo più del film stesso. Come quello di Alan Parker The Commitments del 1991, che propone una rivisitazione di classici della tradizione soul-R&B suonati da una band (irlandese!) che di fatto è stata creata per il film (e che poi ha continuato a esistere, forte del grande successo della colonna sonora). Oppure Crossroads (1986), che vede protagonista Ralph Macchio (sì, proprio lui, quello di Karate Kid…) nei panni di un aspirante virtuoso della chitarra alla ricerca di un brano perduto del leggendario bluesman Robert Johnson. Il brano lo troverà, ma dovrà sfidare il diavolo, interpretato dal leggendario (e vero) virtuoso della sei corde Steve Vai. A proposito dell’affascinante tema dell’anima venduta al diavolo per il rock, una breve deviazione nel discorso viene presa parlando di Tenacious D in the Pick of Destiny (2006), con Jack Black e Kyle Gass in un film pregno di attori e artisti famosi che fece flop al botteghino, ma che diede lustro al duo Black/Gass, alias Tenacious D, che sui palchi di mezzo mondo hanno continuato a esibirsi (con materiale proprio e cover di brani classic rock). Continuando ancora nella citata deviazione nell’ambito film/musica demenziale, non poteva mancare un accenno a This is Spinal Tap (1986) di Rob Reiner, un primo caso di «mockumentary» che, come per The Commitments, ha reso famoso una band che di fatto non esisteva prima (spoiler alert: pare sia previsto un sequel del film, Spinal Tap II, in uscita nella primavera 2024…). Infine, la puntata chiude con un film più «serio» (e famoso), Moulin Rouge! (2001), con Nicole Kidman ed Ewan McGregor. La colonna sonora è un’eclettica giustapposizione di musica pop in un racconto ambientato in un cabaret parigino di inizio XX secolo. Per capirci, brani quali The Show Must Go On dei Queen arrangiato in formato operistico, oppure Nature Boy di Nat King Cole interpretato da David Bowie; e ancora Lady Marmalade di Labelle cantata dal peculiare quartetto composto da Christina Aguilera, Pink, Mýa e Lil' Kim; Roxanne dei Police in formato tango, e altri ancora. Il montaggio della puntata è curato, come sempre, da Jenny Covelli. Buon ascolto!
    18 min. 55 sec.
  • La cover che diventa… originale

    3 OTT 2023 · In genere gli artisti amano «coverizzare» brani in modo più o meno fedele agli originali. Alcuni, invece, scelgono di stravolgere suono, struttura e anche l’intenzione artistica, rendendo i brani propri e, quindi, «originali». È il caso dei Devo che nel 1977 debuttarono con il loro primo singolo interpretando (I Can’t Get No) Satisfaction dei Rolling Stones – con tanto di benedizione di Sir Michael Philip Jagger (storia vera!). Oppure i Cure, che registrarono una versione tutta punk-pop di Foxy Lady di Jimi Hendrix per il loro primo album del 1979 Three Imaginary Boys. Ci sono poi artisti, già affermati, che a un certo punto della loro carriera sentono il bisogno di interpretare brani di ben altri generi alla loro maniera. Come Tori Amos che si è cimentata con una versione in solo piano e voce del brano trash metal Raining Blood degli Slayer, oppure Paul Anka che si è divertito con una versione tutta «crooner», con tanto di big band, di Black Hole Sun dei Soundgarden – c'è da scommettere che il compianto Chris Cornell che la cantò in originale ne sarebbe orgoglioso. E, infine, ci sono le cover che mai ti aspetteresti, come quella di Shock Me, famoso brano di Ace Frehley dei Kiss, interpretata in versione slowcore dai Red House Painters - irriconoscibile, se non per il testo... Il montaggio della puntata è curato da Jenny Covelli. Buon ascolto! Se volete lanciare idee o lasciarci i vostri commenti, scriveteci all’indirizzo e-mail https://cdt.ch o al numero WhatsApp 079 596 64 11.
    22 min. 48 sec.
  • Quando la cover diventa un album intero

    17 SET 2023 · Nel vasto pianeta di brani «coverizzati» c’è una nicchia, se così possiamo dire, di artisti che, per passione o sfida personale (o per chissà quale altro inspiegabile motivo) hanno sentito il bisogno di cimentarsi nella replica interi album di determinati artisti. Per esempio, l’eccentrico virtuoso del basso elettrico Les Claypool, frontman del combo funk-metal-punk-freak Primus, con la (il nome è tutto un programma…) Colonel Les Claypool's Fearless Flying Frog Brigade si diverte a riproporre, dal vivo, l’intero album Animals dei Pink Floyd. Ma c’è chi va oltre: i Phish, band di culto americana capitanata dal chitarrista Trey Anastasio, chiedono ai loro fan quali album vorrebbero sentire ai loro concerti: da Quadrophenia degli Who al White Album dei Beatles. E poi, oltre a Ryan Adams che pare sia musicalmente innamorato di Taylor Swift, c’è la chicca: Dark Side of the Moon (parliamo ancora dei Pink Floyd, quindi) interamente riarrangiato e suonato in versione dub-reggae da un gruppo newyorchese che, dopo il buon esito di quel lavoro, ha continuato a «dubbizzare» album di altri artisti. Il montaggio della puntata è curato da Jenny Covelli. Buon ascolto!
    23 min. 52 sec.
  • Da Jimi Hendrix a Whitney Houston: quando la cover è meglio dell'originale

    6 AGO 2023 · Sì, UnderCover – https://www.cdt.ch/multimedia/podcast/prendi-un-pezzo-di-un-altro-e-lo-fai-tu-eccovi-undercover-322653 – è tornato. Il nuovo podcast ideato da Michele Castiglioni e condotto con Dimitri Loringett, colleghi di penna e di strumento, dedicato, appunto, alle cover. Le canzoni prese in prestito, se vogliamo. Uno, come noto, si definisce «collezionista di cover». L'altro, pur ribadendo che queste canzoni gli stanno «proprio sulle pa**e», ha mostrato qualche timido segnale di apertura a questo giro. Ad esempio, su Jimi Hendrix che ha rifatto, perfino meglio per dirla con Bob Dylan, All Along the Watchtower. Anche se il meglio, in termini di sfottò e dinamiche, la strana coppia l'ha dato su I Will Always Love You di Whitney Houston. Anzi, no: in realtà questo brano è di un'altra artista. Non vi diciamo di chi, invitandovi quindi a scoprirlo assieme a noi. Al grido «and I... will always love youuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu, ooh». Il montaggio, sebbene venga citato Marcello Pelizzari, è come al solito di Jenny Covelli. Buon ascolto!Se volete lanciare idee o lasciarci i vostri commenti, scriveteci all’indirizzo e-mail redazioneweb@cdt.ch o al numero WhatsApp 079 596 64 11.
    22 min. 58 sec.
  • Prendi un pezzo di un altro e lo fai tu: eccovi UnderCover

    15 LUG 2023 · Al Corriere del Ticino parliamo (anche) di musica e lo faremo con le cover! Eccovi la puntata pilota di UnderCover, il nuovo podcast ideato da Michele Castiglioni e condotto con Dimitri Loringett, colleghi di penna e di strumento. Uno si definisce «collezionista di cover», all'altro «stanno proprio sulle pa**e». Li unisce, soprattutto, il rock. E, a questo punto, una sfida. Perché «il tema delle cover si presta a raccontare molte storie». Oggetto della puntata zero è Hush, da Billy Joe Royal ai Deep Purple, passando per i nostrani Gotthard e l'apprezzata versione dei Kula Shaker. Il montaggio è di Jenny Covelli. Buon ascolto! Se volete lanciare idee o lasciarci i vostri commenti, scriveteci all’indirizzo e-mail redazioneweb@cdt.ch o al numero WhatsApp 079 596 64 11.
    13 min. 17 sec.

Al Corriere del Ticino parliamo (anche) di musica e lo faremo con le cover! Eccovi UnderCover, il nuovo podcast ideato da Michele Castiglioni e condotto con Dimitri Loringett, colleghi di...

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Al Corriere del Ticino parliamo (anche) di musica e lo faremo con le cover! Eccovi UnderCover, il nuovo podcast ideato da Michele Castiglioni e condotto con Dimitri Loringett, colleghi di penna e di strumento. Uno si definisce «collezionista di cover», all'altro «stanno proprio sulle pa**e». Li unisce, soprattutto, il rock. E, a questo punto, una sfida. Perché «il tema delle cover si presta a raccontare molte storie».
Il montaggio è di Jenny Covelli.
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