Episodio 4 - NOTE PROIBITE- ANNI '80 E '90
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Descrizione
Note proibite, il podcast che rivisita alcuni dei casi più eclatanti di censura musicale messi in atto dalla commissione di ascolto Rai tra il 1954 e il 1975... Oggi chiudiamo...
mostra di piùIl 1971 è un altro anno di lavoro incessante per la Commissione di Ascolto che colpisce, tra gli altri, Lucio Battisti e la sua Dio mio no, a causa delle urla che si odono a fine testo perché fanno pensare che i due protagonisti stiano consumando un rapporto sessuale. In particolare, però, a far scattare la censura contribuisce la frase «La vedo in pigiama e lei si avvicina. Dio mio no! Cosa fai? Che cosa fai?» la quale, secondo i censori, contiene dei significati erotici considerati inaccettabili. Restando ancora nel 1971, la censura si scaglia contro Il gigante e la bambina, scritta da Paola Pallottino con musica di Lucio Dalla e portata a “Un disco per l’estate” da un allora giovanissimo Rosalino Cellamare – non ancora il Ron che conosciamo – vietando il verso, ritenuto troppo ambiguo, «Il gigante con la sua spada d’amore». Il testo, come ammesso dallo stesso Ron, costituisce una sorta di visione poetica dal punto di vista di un pedofilo, ed è ispirato a un fatto di cronaca purtroppo realmente accaduto... Nessuno ancora lo immagina, ma di lì a breve le cose cambieranno notevolmente... ma nel frattempo la censura prosegue... Negli ultimi tre anni di vita della Commissione di Ascolto, il suo lavoro procede imperterrito... Nel 1972 è Claudio Baglioni a finire sotto la scure censoria con Questo piccolo grande amore che vede il verso «La paura e la voglia di essere nudi» divenire un più “pudico” «La paura e la voglia di essere soli», e «Le mani sempre più ansiose di cose proibite» trasformarsi in «Mani sempre più ansiose, le scarpe bagnate». Nel 1974, invece, è la volta di Bella senz’anima, arrangiata dal maestro Ennio Morricone e da Franco Pisano, cantata da Riccardo Cocciante, il cui verso, considerato troppo “esplicito”, «E quando a letto lui/ti chiederà di più» divenne «E quando un giorno lui/ti chiederà di più». Sempre nel 1974 si verifica un caso di censura musicale che finisce col coinvolgere un’intera manifestazione canora dimostrando l’eccesso di zelo – ai limiti e forse oltre del bigottismo – della censura in epoca democristiana. La Rai, infatti, pensa bene di rinviare di un mese la messa in onda dell’Eurofestival, in programma nel maggio 1974, per il timore che l’esito del concomitante Referendum abrogativo sul divorzio – previsto per il 12 e 13 maggio – potesse venire “condizionato” dalla partecipazione alla manifestazione canora di Gigliola Cinquetti con il brano Sì.. e dare una mano a coloro contrari alla legge Fortuna-Baslini del 1970. Sempre nel 1974 la Commissione di Ascolto va ormai vivendo la fase conclusiva della sua storia: Francesco De Gregori viene censurato, con la sua Niente da capire che vede il verso «Però io Giovanna me la ricordo/Faceva dei giochetti da impazzire» diventare «Però io Giovanna me la ricordo bene/Ma è un ricordo che vale 10 Lire».
Lo stesso anno, il 1974 Antonello Venditti per il brano A Cristo viene condannato per vilipendio alla religione di Stato per la frase in esso presente e che dice: «Ammazete Gesù Cri’ quanto sei fico» poi modificata in «Ammazete Gesù Cri’ quanto so’ fichi». Il 1975 vede l’approvazione della Legge 103/75 di Riforma della Rai che pone la radiotelevisione di Stato sotto la responsabilità non più del governo, ma del Parlamento. Una decisione che sottrae la Rai dallo stretto controllo democristiano e che vede anche un allentamento della censura, musicale e non, che porta all’abolizione della Commissione di Ascolto... Censura che nei decenni a seguire non abbandona totalmente mamma Rai, ma che sicuramente diviene meno opprimente...Nello stesso anno anche la celebre Mina finisce nel mirino della commissione di censura. La canzone "L’importante è finire", scritta da Cristiano Malgioglio e musicata da Alberto Anelli, si afferma come uno dei grandi successi della cantante, diventando una delle pietre miliari della sua carriera. Tuttavia, dopo un primo passaggio in radio, il brano viene immediatamente censurato dalla televisione nazionale a causa dei contenuti considerati "proibiti" nel testo. Nonostante il divieto di diffusione nel programma Hit Parade, la canzone riesce comunque a entrare in classifica e, dopo un certo periodo, viene riammessa agli ascolti, conquistando nuovamente il pubblico.
Informazioni
| Autore | Fabrizio Silvestri - LCLR |
| Organizzazione | Fabrizio Silvestri |
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