#116- Come viene insegnato il Baile Flamenco? - Flamenco Chiavi in Mano

#116- Come viene insegnato il Baile Flamenco? - Flamenco Chiavi in Mano
4 mag 2024 · 22 min. 37 sec.

Come viene insegnato il Baile Flamenco? Si può dire che ogni insegnante lavora a modo suo, e ha finalità e modalità diverse.  Dall'inizio dell'insegnamento del baile si è lavorato sull'apprendimento...

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Come viene insegnato il Baile Flamenco?
Si può dire che ogni insegnante lavora a modo suo, e ha finalità e modalità diverse. 

Dall'inizio dell'insegnamento del baile si è lavorato sull'apprendimento di sequenze coreografiche, che venivano imparate a memoria e ripetute. Evidente,ente imparare così non crea una buona postura, fluidità di movimento, e neppure equilibrio fra i due lati del corpo, perché in una coreografia i passi non vengono fatti ugualmente con il lato destro e con il sinistro del corpo. 

Si creavano nelle scuole dei veri e propri repertori coreografici, che venivano ripetuti in modo sempre uguale negli anni, e attraverso questo bagaglio o, come dicono "materiale", i danzatori costruivano le loro capaacità. 

Una figura importantissima della pedagogia del baile flamenco è stata Maria Magdalena, la prima persona che abbia immaginato di creare una pedagogia del flamenco. Ebbe una intuizione forte a riguardo. Nella mitica sede storica della famosissima scuola di flamenco Amor De Dios, Maria Magdalena aveva decine e decine di allievi stipati in pochissimo spazio, sudati e stravolti, attentissimi ai suoi esercizi. 
Volle trovare le chiavi del baile per dare una formazione di tipo professionale ai suoi allievi. Aveva una base molto solida di danza classica e scuola bolera e con questa formazione cercò di trovare le chiavi della pedagogia del flamenco. Le sue lezioni erano faticose, difficili e durissime. Lavorava molto sul controllo del corpo. Ogni giorno faceva un'ora di lezione di tecnica e una di coreografia. Faceva un'ora di soli giri, una di soli ritmi di piedi, una di sole braccia, una di sole nacchere. Era molto attenta alla precisione delle posizioni statiche, alla pulizia del movimento. Il corpo veniva maltrattato da un punto di vista anatomico. E tutto veniva fatto con una grandissima forza.

Era una donna piccolina, rotondetta, e molto decisa. Si doveva fare come diceva lei. Le articolazioni dovevano essere usate al massimo delle possibilità, ai limiti del mal di schiena e della tendinite. 

Educò generazioni di bailaores e studiosi del flamenco di tutto il mondo. Voleva che tutto fosse controllato, tenuto, che il corpo fosse usato al massimo delle sue possibilità. Negli anni '80 e '90 chi studiava flamenco andava a Madrid a studiare da lei, quindi il suo format pedagogico è stato innegabilmente il più importante e il più diffuso al mondo. I suoi esercizi per i polsi, con rotazioni e flessioni a pugno chiuso, i suoi esercizi ritmici in sequenza (tablas) sono conosciuti da tutti, anche da chi non ha neppure mai sentito il suo nome. Il suo metodo è innegabile, indiscutibile. Ha creato delle regole!
La possiamo vedere in azione nel film di Carlos Saura del 1983, "Carmen Story" in cui interpreta se stessa, e su Youtube trovi un video in cui Maria Magdalena insegna a suonare le nacchere. 
Ci sono state tantissime persone che si sono trasferite a Madrid per poter studiare ogni giorno con lei. 

Migliaia di persone hanno studiato con lei e sfruttano nell'insegnamento il suo metodo, ma se cerchi informazioni su di lei on line.... trovi solo un articolo che ho scritto io. Forse le persone dimenticano di ringraziare i propri maestri. 
Studiare con lei mi ha insegnato tantissimo sul baile, anche se la sua visione della danza era diametralmente opposta alla mia!

Negli ultimi 30 anni moltissimi ballerini hanno cominciato ad inserire esercizi di altro tipo nelle classi di flamenco, spostare le spalle, la testa, il torace, il bacino.. tutto dall'alto verso il basso (cosa che è neurologicamente scorretta, chi mi conosce lo sa, perché le catene muscolari lavorano dal basso verso l'alto).  E poi decine, centianaia, migliaia di ripetizioni, finalizzate a migliorare il movimento. Ma se il movimento è sbagliato e lo ripeto un milione di volte resta sbagliato! Se coosì non fosse, io non avrei la R moscia: la ripeto migliaia di volte al giorno da tutta la vita, ma il movimento della mia lingua è sempre sbagliato e la r continua ad essere moscia. 

Molti bailaores hanno capito che non si può lavorare solo sulla forma ma sul sentire e sull'espressione. 
Un pioniere di questo lavoro è stato El Torombo, bailaor sivigliano, cresciuto fra i gitani del quartiere de Las Tres Mil. Gia negli anni '90 era considerato a Siviglia un passaggio obbligato per lo studio della Buleria, ma metteva un punto di vista interessante su tutto: ricordo le sue lezioni di Alegrias, in cui ti diceva che dovevi prima immergerti nell'ascolto del cante e poi, una volta bevuto il cante, potevi muoverti. El Torombo oggi è diventto uno Youtuber, anzi, un influencer, con una sua filosofia sulla vita molto particolare. Parecchio istrionico, molto affascinante, coinvolge allievi in tutto il mondo. 

Altro nome fondamentale da fare è quello di Antonio Canales, che non ha una scuola sua ma tiene parecchi stages in Spagna e nel mondo. Da sempre Antonio aveva l'abitudie di premiare la personalità nel baile. Ho studiato tanto con lui, e posso testimoniare che il suo messaggio era già dagli anni '90 "sii te stesso ed esprimilo nel baile". E oggi il suo messaggio viaggia sui social ed è rimasto questo. 

Un altro bailaor importante in questo senso è Juan Paredes. Con le spalle coperte da una solidissima esperienza da bailaor, Juan sta facendo un'opera di diffusione del baile nella sua dimensione sociale, culturale, di senso del gruppo, di emozione condivisa. Fa lezione con tantissime persone che non sono ballerini, ma gente comune. Ritiene che il baile flamenco abbia molto da dire su di noi. Anche le emozioni negative sono un modo che le prsone possono avere per parlare di sé. Fa una cosa che io amo moltissimo, che è non contare i tempi della frase ritmica, ma cerca di far entrare gli allievi nel ritmo in modo intuitivo e naturale. Per me è questa una battaglia importante che può cambiare il corso della pedagogia del flamenco.

Un'altra maestra che fa un lavoro interessante oggi è La Lupi. Invita gli allievi a riflettere sulla storia del flamenco, su come si ballasse anticamente, e cerca di tirare fuori dagli allievi ciò che essi sono, attraverso esercizi di improvvisazione, spiegazioni ecc. E vuole davvero che gli allievi sentano e capiscano, più che copiare e incollare. Anche se li vede per un paio di giorni soltanto!

Un'altra maestra che fa questo lavoro è Carmen Ledesma, portatrice di una trasdizione molto legata al contenuto e non alla forma. Il suo messaggio è che i passi non devono essere copiati, ma  interiorizzati e addirittura creati. 

Molti altri insengnanti stanno lavorando sul tirar fuori se stessi, e sull'espressione. 
Così, se vai in una scuola di baile flamenco e ti fanno solo fare delle coreografie, magari considera di cambiare scuola...

Sono Sabina Todaro, mi occupo di flamenco e di danze e musiche del mondo arabo dal 1985, dal 1990 insegno baile flamenco a Milano e un lavor bellissimo sull'espressione delle emozioni che ho chiamato Lyrical Arab Dance. 

Ho fatto tantissima strada sull'insegnamento del baile flamenco. E le mie conclusioni sono che la danza copia e incolla non è danza. Allora, provocatoriamente, dico che sarebbe più utile andare in palestra, "così eliminiamo anche la cellulite, che magari non abbiamo"! Se devo ballare devo tirar fuori me stessa, altrimenti ciò che ho dentro non esce e se non esce potrebbe anche farmi del male. 
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Autore Sabina Todaro
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