#102 Perché il flamenco è patrimonio dell'Unesco - Flamenco Chiavi in Mano

#102 Perché il flamenco è patrimonio dell'Unesco - Flamenco Chiavi in Mano
24 nov 2023 · 14 min. 32 sec.

Unesco è la United Nations Educational Scientifical and Cultural Organization. Si occupa di preservare la diversità culturale, che potrebbe venire inghiottita dalla globalizzazione. Preserva siti di interesse cuklturale e geografico,...

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Unesco è la United Nations Educational Scientifical and Cultural Organization. Si occupa di preservare la diversità culturale, che potrebbe venire inghiottita dalla globalizzazione. Preserva siti di interesse cuklturale e geografico, importanti per la storia dell'uomo, e si occupa di conservare la cultura locale.
Ciò che l'Unesco protegge non è protetto per la sua bellezza, ma perché rappresenta un ambiente specifico, con una storia ed una appartenenza sociale e culturale, di una forma creativa, di sviluppo, con proiezione verso il futuro, che si trasmette in maniera transgenerazionale. Deve essee tipico di un popolo specifico.

Nel 2010 una grande delegazione di artisti del flamenco e diverse istituzioni, le Regioni Murcia, Andalusia e Estremadura, il ministero della cultura spegnolo presetarono la richiesta di riconoscimento del flamenco come patrimonioi immateriale dell'umanità. Il 16 novembre di quell'anno l'Unesco accetta di riconoscere il flamenco.

Ecco le motivazioni:
Il flamenco identifica la storia della comunità gitana andalusa, che lo ha prodotto in gran parte
Coinvolge artisti, scuole, istituzioni, industria e cultura
Si identifica con il territorio andaluso e si sta espandendo da tempo a Murcia ed Estremadura, ma anche in tutta la Spagna e persino a livello internazionale. Ci sono influenze sempre più internazionali.
Il flamenco non comprende solo l'arte performativa, ma è anche forme di cultura, situazioni di vita quotidiana, feste, alcuni tipi di lavoro, come il fabbro ferraio o chi produce le ceste di vimini. Abbraccia vari contesti sociali, la relazione con la natura, persino il modo che le persone pensano a se stesse.

L'Unesco analizza il flamenco descrivendone gli aspetti: Il Cante viene eseguito prevalentemente in modo solistico, con testi brevi e concisi molto sentiti ed emozionali, che collegano le persone fra di loro.
La danza esplora diverse emozioni e diversi stili ed è molto espressiva e personalizzata.
Il toque è originariamente concepito come accompagnamento, ma sempre di più diviene forma solistica (nel video di presentazione si vede subito Paco de Lucia!)
Il flamenco si estende ben oltre le sue forme d'arte, con rituali, espressioni che permeano la vita quotidiana del suo contesto sociale. Identifica l'identità andalusa.
Grande importanza hanno le famiglie gitane che hanno tramandato da una generazione all'altra questa cultura.

Coinvolge istituzioni educative, le penas flamenche, i conservatori, le università, studiosi dedicati al tema, locali di spettacolo, teatri, festival e tablaos, e coinvolge una grande quantità di persone che se ne occupano. Rappresenta una parte molto significativa del patrimonio culturale della Spagna del Sud.

Essere patrimonio dell'Unesco significa per il flamenco poter avere maggior visibilità, aumentando la consapevolezza locale ed internazionale. Questo dovrebbe preservare il flamenco nella sua essenza più profonda, e tramandarlo per le prossime generazioni.

L'Unesco si propone di creare iniziative anche legali per dare al flamenco visibilità e mantenerlo in vita. La comunità stessa che lo produce se no dovrà prendere cura. Le sue zone di origine devono creare leggi specifiche per mantenenre la sua continuità storica.

Sono Sabina Todaro mi occupo di flamenco e danze del ondo arabo dal 1985, e dal 1990 insegno baile flamenco a Milano e un lavoro sulla espressione delle emozioni attraverso le danze del mondo arabo che ho chiamato Lyrical Arab Dance.
Spesso con gli allievi parlo del fatto che il flamenco sia stato inserito nella lista dei beni immateriali dell'umanità dell'Unesco. Noi ignoranti pensiamo che lo sia stato perché è tanto bello e piace tanto nel mondo. Ma le ragioni sono ben altre! Di tipo storico e culturale, e nel senso di continuità intergenerazionale che ha.

Che cosa possiamo fare noi stranieri a riguardo? Studiarlo, dedicarci con il cuore a questa forma di cultura, non per cannibalizzarlo ai nostri scopi, studiarlo con rispetto ed amore. Il rispetto nei confronti di una storia, di una tradizione lunga e della sua evoluzione, che per forza c'è perché si tratta di una cultura orale.

Il mio consiglio è sempre di studiarlo, leggere, ascoltare, dedicargli più tempo.
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Autore Sabina Todaro
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