6 SET 2026 · 🎙️ La riflessione sul Vangelo del Vescovo Emerito di Carpi Francesco Cavina:
Il Vangelo di questa domenica ci conduce nel cuore della vita della Chiesa. Gesù oggi ci parla di una realtà tanto bella quanto esigente: la fraternità.
La Chiesa, nella quale vive il Signore risorto, è una famiglia: siamo tutti figli dello stesso Padre e, per questo, siamo fratelli e sorelle. Ma proprio perché è una famiglia vera, la Chiesa non è una comunità di persone perfette. In essa ci sono uomini e donne che cercano, amano e servono sinceramente il Signore, ma ci sono anche fragilità, ferite, incomprensioni e peccati. E tutto questo emerge in maniera ancora più evidente quando viene meno ciò che sta alla radice della comunione: l’unità nella fede.
Se Cristo non è più riconosciuto per quello che realmente è - il Figlio di Dio, l’unico Salvatore e il modello compiuto dell’uomo - anche la comunione ecclesiale si indebolisce. Non esiste vera fraternità cristiana se non nasce dalla comune appartenenza a Cristo.
Gesù, tuttavia, non ci chiede di custodire soltanto la Verità del Vangelo, ma anche il fratello che sbaglia. «Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo».
Il Signore non invita a diffondere l’errore del fratello, chiede, invece, un incontro personale, discreto, sincero.Il peccato, infatti, non è mai soltanto una questione privata. Ferisce la persona che lo compie, ferisce gli altri e il corpo stesso della Chiesa. Per questo la comunità cristiana non può rimanere indifferente davanti al male. Ma per vincere il male, deve farlo con lo stile di Cristo: non attraverso l’umiliazione, ma attraverso la verità unita alla carità
.San Tommaso d’Aquino lo esprime con grande chiarezza: Questa correzione deve provenire dalla carità, che è amore di Dio e amore del prossimo. Se ami, devi amare la salvezza del tuo fratello. Ma se lo vuoi salvare, devi avere cura della sua buona fama, e lo farai se lo correggi con un contatto personale, non se lo rimproveri davanti a tutti.
La correzione fraterna è, dunque, un cammino paziente, progressivo, rispettoso. Non si corregge per allontanare, ma per ricondurre. Non per umiliare, ma per salvare. Non per affermare la propria superiorità, ma perché si ama il fratello.
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