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La voce della storia granata in podcast
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16 OTT 2026 · Il 17 ottobre 1926 apriva per la prima volta i suoi cancelli lo Stadio Filadelfia, il leggendario impianto che avrebbe ospitato le imprese immortali del Grande Torino. A cento anni esatti da quel giorno, questo luogo non rappresenta soltanto un pezzo di storia del calcio, ma un vero e proprio monumento alla memoria collettiva e all’identità di un’intera città. Per celebrare questo straordinario centenario, lo storico Franco Ossola racconta a Torostoria le tappe fondamentali di un mito che, tra trionfi, tragedie e rinascite, continua a battere nel cuore di Torino.
Nella conversazione: la nascita del Filadelfia, opera voluta dal conte Enrico Marone di Cinzano e finanziata dalla “Società Civile Campo Torino”; il mito dell’imbattibilità e del Grande Torino; il vuoto e il declino post-Superga; l’abbandono progressivo che portò prima all’addio alle gare ufficiali nel 1963 e poi all’abbattimento dello stadio nel luglio del 1997; i ricordi di Ossola bambino. https://torostoria.it/
15 OTT 2026 · Luigi “Gigi” Meroni (1943–1967), soprannominato la “Farfalla Granata”, è stato una leggendaria ala destra del calcio italiano e un’icona anticonformista degli anni ’60. Dotato di un dribbling imprevedibile e di una velocità fulminea, si è consacrato nel Torino dopo gli esordi con Como e Genoa, collezionando in Serie A 145 presenze e 29 reti, oltre a 6 presenze in Nazionale. Fuori dal campo era definito il “Quinto Beatles” italiano per i capelli lunghi, i baffi e lo stile di vita bohémien: dipingeva quadri, disegnava i suoi vestiti eccentrici e passeggiava con una gallina al guinzaglio, diventando un simbolo di ribellione giovanile. La sua vita si è interrotta tragicamente a soli 24 anni, il 15 ottobre 1967, investito da un’auto a Torino dopo una partita. Per un incredibile scherzo del destino, il giovane tifoso alla guida della vettura, Attilio Romero, diventerà nel 2000 il presidente del club granata.
In questa breve conversazione d’archivio, sua sorella, Maria Meroni, ricorda il campione granata. Maria Meroni è la sorella maggiore del calciatore Luigi Meroni, di cui tutela la memoria storica fin dalla sua scomparsa. La sua opera di conservazione dell’eredità umana e sportiva del fratello si è concretizzata nel corso dei decenni attraverso interviste ed eventi pubblici. https://torostoria.it/
4 OTT 2026 · Tony Vigato, storico magazziniere del Toro, ha compiuto 90 anni. Ne ha trascorsi più di 60 al Torino, Nato in Veneto, trasferitosi a Torino, comincia a collaborare con suo fratello magazziniere Valentino, detto “Bruno del campo”. Lavora in fabbrica come operaio in fabbrica e, alla fine del turno, corre al Filadelfia solo per passione, senza essere un dipendente della società per moltissimi anni.
In questo podcast, racconta a Torostoria una vita dedicata alla fede granata. I ricordi della sua infanzia, l’amicizia con allenatori e giocatori che in più di sessant’anni hanno scritto la storia del Toro. Nei suoi anni accanto al suo Toro festeggia uno scudetto, tre Coppe Italia e la vittoria di tante sfide stracittadine con la Juventus. https://torostoria.it/
8 SET 2026 · "La partita dopo la tragedia la giocarono i ragazzi. Il pubblico li incitava con i nomi di quelli che erano caduti a Superga, secondo il numero della maglia che avevano: Gabetto, Mazzola...c'era da piangere".
Paolo Scotto, classe 1935, è un grande tifoso granata, testimone di quello che è stato il Grande Torino per la Storia del club e dell’intero Paese.
Al telefono, racconta da casa al direttore di Torostoria – Francesco De Leo – la vicenda gloriosa e drammatica degli Invincibili. I ricordi da ragazzo, gli allenamenti e le partite allo Stadio Filadelfia, le interazioni con i campioni, la tragedia del 4 maggio e dei funerali.
Paolo Scotto è un socio del Museo del Grande Torino e della Leggenda granata.
Riascolta https://www.torostoria.it/museo-grande-torino/. https://torostoria.it/
19 AGO 2026 · "Auguro ad ogni giocatore di calcio l'emozione di giocare nel Torino".
Roberto Policano, nato a Roma il 19 febbraio 1964, è un ex calciatore e dirigente sportivo.
Noto per la sua straordinaria duttilità tattica, ha giocato principalmente come terzino sinistro o centrocampista di fascia. Durante gli anni ’80 e ’90 è diventato un’icona del calcio italiano per il suo stile di gioco energico e privo di timori.
I tifosi lo ricordano soprattutto con il soprannome di “Rambo”. Questo nome d’arte nacque durante la sua esperienza al Torino, ispirato sia dal suo spirito indomito e battagliero in campo, sia dalla folta capigliatura che ricordava il celebre personaggio cinematografico.
Con la maglia del Torino ha vinto la Mitropa Cup nel 1991 e si è distinto nei derby di Torino con gol memorabili contro la Juventus.
In questo podcast per Torostoria racconta la sua storia con il Toro. https://torostoria.it/
10 LUG 2026 · Maarten Lulof Van Aalderen, giornalista olandese e Vice Presidente dell’Associazione della Stampa Estera in Italia, racconta a Torostoria cosa è stata l’Ajax di Amsterdam e il suo mitico “Calcio Totale”.
Negli anni ’70, il leggendario Ajax guidato da Johan Cruijff e Rinus Michels ha conquistato un totale di 13 trofei ufficiali, segnando l’era del “Calcio Totale”. La bacheca del club tra il 1970 e il 1979 include lo storico record di 3 Coppe dei Campioni consecutive e il treble classico centrato nella stagione 1971-1972.
Gigi Radice è stato il vero e proprio importatore del “Calcio Totale” in Italia, innamorandosene a tal punto da trasformarlo nella sua personale missione filosofica. Soprannominato “Il Tedesco” per i suoi occhi di ghiaccio e il rigore metodologico, Radice fu folgorato dal miracolo dell’Ajax e dell’Olanda di Cruijff. Decise di innestare quella rivoluzione culturale nel campionato più tatticamente conservatore del mondo: la Serie A italiana. Il capolavoro assoluto nato da questo amore fu il Torino dello Scudetto 1975-1976, una squadra che giocava “all’olandese” pur mantenendo il pragmatismo storico del calcio italiano.
Il Calcio Totale (Totaalvoetbal in olandese) è stato un sistema tattico rivoluzionario in cui qualsiasi calciatore di movimento poteva cambiare ruolo, prendendo il posto di un compagno per mantenere invariata la struttura della squadra.
Nato nei primi anni ’70 grazie al tecnico Rinus Michels e al fuoriclasse Johan Cruijff, questo stile ha scardinato le vecchie marcature a uomo fisse. L’Ajax e la nazionale dell’Olanda ne furono i massimi interpreti mondiali.
I 4 Principi cardine del sistema:
Intercambiabilità dei ruoli: se un difensore avanzava, un centrocampista o un attaccante scalava immediatamente a coprire la sua posizione.
Occupazione dello spazio: la squadra stringeva il campo in fase difensiva e lo allargava al massimo in fase di possesso.
Pressing asfissiante: aggressione immediata sul portatore di palla avversario per recuperare il pallone il più vicino possibile alla porta avversaria.
Trappola del fuorigioco: la linea difensiva saliva all’unisono per mettere in fuorigioco gli attaccanti rivali, riducendo lo spazio di gioco effettivo. https://torostoria.it/
13 GIU 2026 · La mostra itinerante "Toro, lassù qualcuno ti ama", realizzata a 50 anni dalla conquista dell'ultimo scudetto del Torino.
Torostoria ha visitato il Museo del Grande Torino e della Leggenda granata che ha sede a Grugliasco nei pressi di Torino. Roberto Allasia, coordinatore dei volontari del Museo, ci ha accompagnato nella visita della mostra itinerante “Toro, lassù qualcuno ti ama”, realizzata a 50 anni dalla conquista dell’ultimo scudetto del Torino.
Nella prima parte del podcast, il direttore del Museo, Giampaolo Muliari, ci racconta la mission dell’Associazione Memoria Storica Granata, proprietaria del Museo, che ha come scopo sociale l’acquisizione, la catalogazione e la conservazione di ogni oggetto, fotografia, testo o altro ricordo, anche in forma orale, riguardanti la storia della squadra di calcio del Torino, per preservarne e diffonderne la storia e la leggenda, attraverso la creazione di un Museo, l’allestimento di mostre tematiche anche itineranti, la produzione di libri e supporti audiovisivi e di affiancare e supportare il lavoro di chiunque si occupi di Torino e faccia richiesta di assistenza all’associazione.
Il Museo del Grande Torino e della Leggenda granata, nato a Superga nel 2002, dopo qualche anno si sposta nei locali della splendida Villa Claretta-Assandri, di cui sfrutta i circa 650 metri quadri per mostrare ai visitatori svariati cimeli della storia del Torino Football Club dal 1906 ad oggi. Al Museo sono presenti oggetti della storia del Torino, sia di carattere sportivo che di carattere personale di coloro che ne hanno fatto la storia.
Tra questi la Balilla appartenuta a Gigi Meroni, parte della tribuna in legno dello stadio Filadelfia, lo spogliatoio del Filadelfia, la cornetta del “Trombettiere” che dava la carica ai giocatori del Grande Torino, una ruota e l’elica dell’aereo di Superga, decine di migliaia di cimeli tutti originali: documenti, foto, maglie, scarpe, palloni ed effetti personali dei giocatori.
La visita si articola lungo un percorso tematico e cronologico, che unisce sport, cultura e società tra cimeli, documenti e fotografie. https://torostoria.it/
3 GIU 2026 · Il giornalista Fabrizio Turco, autore di “The day after. Il Grande Torino dopo il Grande Torino” (2024) – scritto in collaborazione con Vincenzo Savasta per Bradipolibri – racconta a Torostoria alcune delle storie dell’opera, che ricostruisce in modo approfondito cosa avvenne all’indomani della tragedia di Superga, analizzando documenti inediti, gli atti processuali, i retroscena sulla roulette russa di Lisbona e l’impatto storico di quel dramma.
Fabrizio Turco attualmente si occupa del Torino per il quotidiano La Repubblica. Ha scritto diversi libri sulla squadra granata, in particolare ha raccontato le vicende di Luciano Castellini, Paolo Pulici, Claudio Sala e Andrea Belotti. https://torostoria.it/
21 MAG 2026 · Così i due avversari raccontavano le loro battaglie in una registrazione del 2014.
Claudio Sala e Giuseppe Furino, storici giocatori del Torino e della Juventus, raccontano le emozioni e le passioni dei loro derby della Mole. In queste interviste, realizzate nel 2014, due grandi protagonisti della stracittadina torinese, ricordano i loro duelli passati alla storia.
Claudio Sala, soprannominato il “Poeta del gol” e nato l’8 settembre 1947 a Macherio, è considerato una delle figure più iconiche della storia del Torino, squadra di cui è stato capitano e con cui ha vinto lo storico scudetto del 1975-76 e la Coppa Italia 1970-71.
Ala destra di grande classe e fantasia, Sala è stato celebre per i suoi cross millimetrici che servivano la coppia d’attacco formata da Paolo Pulici e Francesco Graziani, i “gemelli del gol”. Ha disputato 286 partite segnando 25 reti, collezionato 18 presenze con la maglia dell’Italia, partecipando ai Mondiali del 1978 in Argentina. Per due volte è stato premiato con il Guerin d’oro (1976 e 1977) come miglior giocatore della Serie A. Oggi Claudio Sala è Presidente dell’Associazione Ex Calciatori Granata.
Giuseppe Furino è una leggenda della Juventus, club di cui è stato a lungo capitano e bandiera. Soprannominato “Furia” per il suo stile di gioco instancabile, aggressivo e generoso, ha incarnato lo spirito di sacrificio e la dedizione della squadra bianconera tra gli anni ’70 e ’80.
Giocava come mediano difensivo, un classico “incontrista”. Nonostante una statura non imponente (167 cm), sopperiva con un’energia straordinaria, una formidabile intelligenza tattica e la capacità di proteggere le avanzate offensive dei compagni di squadra, come Gaetano Scirea e Marco Tardelli.
Presenze totali: 528 partite ufficiali. Reti segnate: 19 gol. Campionati d’Italia: 8 Scudetti (un record per l’epoca, superato successivamente solo da Gianluigi Buffon e Giorgio Chiellini). Coppe Nazionali: 2 Coppe Italia. Titoli Internazionali: 1 Coppa UEFA (1977) e 1 Coppa delle Coppe (1984). In Nazionale maggiore ha collezionato solo 3 presenze, chiuso nel suo ruolo da altri grandissimi interpreti dell’epoca, ma ha fatto parte della spedizione azzurra ai Mondiali di Messico 1970, dove l’Italia si classificò seconda.
Le conversazioni con Claudio Sala e Giuseppe Furino sono state realizzate da Francesco De Leo nel 2014. https://torostoria.it/
15 MAG 2026 · "Mi fece un goal straordinario, come era in grado di farli lui...Pulici faceva delle cose veramente fuori dal comune".
Dino Zoff è una delle più grandi leggende del calcio mondiale, universalmente considerato uno dei migliori portieri della storia dello sport.
Nato a Mariano del Friuli il 28 febbraio 1942, detiene il record come calciatore più anziano ad aver mai vinto un Campionato Mondiale di calcio, sollevando la coppa da capitano dell’Italia nel 1982 all’età di 40 anni. È inoltre l’unico calciatore italiano ad aver vinto sia l’Europeo (1968) sia il Mondiale (1982) con la maglia della Nazionale.
Ha militato nella Juventus, nel sodalizio più vincente, dal 1972 al 1983, dove ha conquistato 6 scudetti, 2 Coppe Italia e 1 Coppa UEFA. Ha disputato 25 derby contro il Torino (22 in Serie A, 3 in Coppa Italia), vincendone 8, perdendone 8, pareggiandone 9.
Ha subito 23 goal. Da ricordare che il 28/03/1975 subisce 2 goal nella partita di campionato poi vinta a tavolino dal Torino, mentre il 30/04/1980 viene battuto 4 volte ai calci di rigore in un derby di Coppa Italia.
A Torostoria racconta la squadra del Torino, vincitrice del Campionato 1975-76 e classificatasi seconda nella stagione successiva. https://torostoria.it/
La voce della storia granata in podcast
Informazioni
| Autore | Torostoria |
| Organizzazione | Associazione Storia Granata |
| Categorie | Calcio , Storia , Cultura e società |
| Sito | Torostoria.it |
| fscodeleo64@gmail.com |
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