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Qui abbiamo i nostri podcast: Prospettive e Il Posto Fisso, dove analizziamo l'attualità sia da un punto di vista geopolitico che lavorativo.
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2 AGO 2024 · Mentre gli occhi di tutto il mondo sono puntati sui giochi olimpici di Parigi 2024, in Venezuela si sono tenute le elezioni presidenziali. Si trattava di un momento piuttosto caldo nel paese, non tanto per le temperature quanto per la tensione che nella nazione è dilagante a causa della situazione politica. Il Venezuela è infatti da ben due mandati governato da Nicolas Maduro e, dopo la crisi presidenziale venezuelana del 2019, si trova ora ad affrontare diverse proteste, tra l'altro sempre più partecipate, contro la sua elezione per un terzo mandato. Il Consiglio Elettorale del Venezuela, sotto il controllo del governo, ha annunciato che il presidente uscente ha infatti vinto le elezioni tenutesi domenica, con il 51,2% dei voti. Il suo principale avversario, Edmundo González, si sarebbe fermato al 44,2%, anche se il dato clamoroso riguarda la disparità rispetto ai sondaggi indipendenti, che davano l'opposizione avanti di oltre 20 punti percentuali.
17 LUG 2024 · Lo scorso 1º luglio il presidente ungherese Viktor Orban ha assunto la presidenza di turno del Consiglio dell’Unione europea, suscitando non poche polemiche all'interno dell'Unione. All’indomani della nomina, ha incontrato a Kyiv il presidente ucraino Zelensky, mostrando ancora una volta quanto siano distanti le visioni dei due paesi sulle possibilità di risoluzione della guerra.
Ma la controversia è esplosa in seguito alla sua successiva visita al presidente russo Vladimir Putin, in un momento di tensioni crescenti tra l'UE e la Russia. Diversi paesi membri dell'Unione hanno infatti espresso forti critiche verso il presidente ungherese, accusandolo di minare la coesione europea e di adottare una politica estera in contrasto con gli interessi comuni.
19 GIU 2024 · In questi giorni avrete tutti sentito parlare di G7, magari non al bar o in famiglia ma scorrendo le news sul telefono o al computer o anche solo guardando il telegiornale vi sarete imbattuti in qualche dettaglio del vertice, sulla foto esilarante della premier Meloni che fa una faccia effettivamente buffa fino al video di Biden che sembrava si stesse perdendo mentre tutti guardavano un gruppo paracadutisti.
Oggi ne parliamo perché il G7 si è concluso da pochi giorni e i temi sul tavolo sono stati tanti, c’è chi ha dichiarato vittoria per il raggiungimento di alcuni obiettivi e chi invece si è concentrato sul fatto che il G7 sia un vertice abbastanza anacronistico perché oramai sono altre le nazioni che hanno davvero una certa rilevanza globale in ambito economico. Fatto sta che quello di quest’anno era in Italia, a Borgo Egnazia, e quindi la sua importanza, persino per chi non è interessato, aumenta. Non solo, si è trattato di un G7 anomalo, con tanti presenti fra primi ministri e presidenti che sono in bilico o che hanno subito sconfitte importanti sul piano elettorale.
5 GIU 2024 · In questi giorni la condanna a Trump è stata molto sentita negli States e in tanti hanno provato a spiegarne le conseguenze elettorali. Abbiamo provato a spiegare cosa potrebbe cambiare, parlando anche della campagna elettorale americana.
8 MAG 2024 · Cosa dobbiamo aspettarci dalle elezioni europee? Non tanto per il risultato in sé delle elezioni, perché tanto a primo impatto valuteremo i risultati dei vari partiti nazionali, quanto più a cosa porteranno queste elezioni, dal futuro del Parlamento e poi della Commissione europea al corso storico che prenderà la stessa Unione.
24 APR 2024 · In questi ultimi due anni il tema della sicurezza internazionale è diventato sempre più cruciale. Basta vedere cosa accade in Ucraina e a Gaza, che sono solo le parti più evidenti di un complesso sistema di relazioni internazionali che negli ultimi anni è stato stravolto, con zone di crisi sempre più in aumento. E noi? Come ce la passiamo, potremmo chiederci? Ci sentiamo sicuramente più distanti da quei conflitti, un po’ perché siamo abituati a sentirne parlare costantemente, un po’ perché non siamo più direttamente colpiti dai rincari sulle bollette che prima vedevamo, eccezion fatta per gli aumenti improvvisi del prezzo della benzina. Insomma, sentiamo tutt’ora come ci siano stravolgimenti politici giorno dopo giorno e l’Europa, in questo mondo, si sente sempre più piccola e meno influente.
A poco più di 40 giorni dal voto che ci porterà ad eleggere i prossimi rappresentanti italiani a Bruxelles, ci siamo chiesti perché in Italia, spesso, si faccia difficoltà a inserire nel dibattito politico temi fondamentali per la cittadinanza europea, come la politica di sicurezza e difesa comune, che pur, come sappiamo, non appartengono al processo legislativo europeo.
27 MAR 2024 · Lo scorso 21 marzo un attacco terroristico ha colpito il Crocus City Hall di Mosca, causando 139 morti e circa 180 feriti.
Numeri impressionanti che ci rimandano alle immagini degli attacchi che nel 2015 colpirono il teatro Bataclan di Parigi e ci fanno temere un ritorno del terrorismo islamico nel Vecchio continente.
Poche ore dopo, l’ISIS-K, costola afghana dello Stato Islamico, ha rivendicato di esserne il mandante.
Lo Stato islamico del Khorasan, altro nome con cui il gruppo terroristico è noto, è attivo dal 2014 e agisce per lo più in Asia centrale. Condivide tuttavia con lo stesso astio nei confronti della Russia, dopo l’intervento del suo esercito in Siria al fianco di Bashar Al-Assad e contro i ribelli dell’ISIS.
13 MAR 2024 · Negli ultimi 5 anni in America del Sud non c'è stata una crisi politica così eclatante come quella che ha investito il Venezuela. Nel 2019 infatti, dopo le contestate elezioni dell'anno precedente, che avevano visto il trionfo dell’attuale Presidente Nicolas Maduro, venne a formarsi una spaccatura fra l'Assemblea Nazionale e l’esecutivo.
L'assemblea nazionale, cioè il Parlamento, in quel momento era dominato dall'opposizione e aveva dichiarato non valide le elezioni, votando Juan Guaidó come Presidente ad interim del Venezuela.
Intendiamoci, l'Assemblea nazionale non aveva alcun potere poiché esautorata dallo stesso Maduro, ma il gesto fu eclatante e molti paesi del blocco occidentale riconobbero Guaidó come presidente della nazione.
Nonostante questo, nel gennaio 2023, Maduro aveva ottenuto nuovamente consensi, portando l'Assemblea nazionale a dichiarare che il lavoro fatto dal governo provvisorio di Guaidó non fosse stato sufficiente. A quel punto, Guaidó è stato costretto a dimettersi e Maduro è potuto tornare al potere. Ecco, con queste premesse si arriva alle elezioni indette per il 28 luglio di quest'anno, con una marea di temi caldi per il Venezuela e con la politica internazionale sempre centrale.
28 FEB 2024 · Lo scorso 24 febbraio ha segnato i due anni dell'invasione russa dell'Ucraina.
In questo arco di tempo le Nazioni Unite hanno registrato la morte di oltre 10.500 civili, tra cui 587 bambini, e quasi 20mila feriti.
Due anni fa l'Europa si è fermata e, messa davanti all'evidenza di un conflitto in casa propria, ha iniziato a porsi una serie di domande.
Domande che oggi non trovano risposte univoche e che, dopo anni di pace, ci costringono a fare i conti con la guerra e, soprattutto, ci chiedono di riflettere sull'andamento degli equilibri geopolitici globali.
Vecchi blocchi scompaiono ed emergono nuove forze a plasmare l'ordine internazionale.
In questo contesto, quali strategie perseguiranno gli Stati Uniti e l'Unione Europea? E quali conseguenze avranno sulla guerra in Ucraina?
Nell'ultimo episodio di Prospettive, podcast nato due anni fa per approfondire temi di attualità internazionale, ne abbiamo parlato insieme a Marcello Orecchia, analista di Orizzonti Politici.
31 GEN 2024 · Nelle ultime settimane di gennaio, oltre un milione e mezzo di persone sono scese nelle strade delle principali città tedesche per manifestare contro il secondo partito più popolare in Germania, il partito di estrema destra Alternative für Deutschland (AfD). Il 10 gennaio, il giornale investigativo tedesco Correctiv aveva infatti svelato di un incontro segreto tra alti vertici del partito, finanziatori e attivisti di estrema destra, avvenuto il 25 novembre a Potsdam, nel quale è stato discusso un piano di re-emigrazione su larga scala di richiedenti asilo, immigrati con permesso di soggiorno e cittadini tedeschi di origine straniera.
Il recente successo di queste mobilitazioni potrebbe essere il primo segnale di indebolimento dell'estrema destra in una Germania sempre più disunita sul piano politico e che si trova ad affrontare una delle peggiori recessioni economiche della sua storia
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