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Rino Cammilleri - BastaBugie.it

  • Europei schiavi dell'islam: orrori da non dimenticare

    19 GIU 2024 · TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7821 EUROPEI SCHIAVI DELL'ISLAM: ORRORI DA NON DIMENTICARE di Rino Cammilleri L'Islam, come il comunismo, produce solo sottosviluppo. Fino al XIX secolo campava praticamente di rapina. Nel Mediterraneo, per esempio, interi regni avevano un'unica risorsa: la cattura di schiavi cristiani. Si calcola che circa due milioni e mezzo di europei siano stati venduti come schiavi nei mercati di quella che veniva chiamata Barberia, che oggi corrisponde al Maghreb. Forza lavoro gratuita o oggetti di piacere, o riscattati a carissimo prezzo. Chi veniva a liberare un parente doveva munirsi di somme considerevoli. Diritti di dogana, spese per il viaggio, regalino al bey o al pascià, diritti vari dovuti a questo o a quel funzionario, poi si doveva pagare l'interprete, ungere i vari ed eventuali e infine contrattare estenuantemente coi padroni degli schiavi. Senza contare che la trattativa poteva non andare a buon fine per l'esosità della richiesta, c'era da spendere per il ritorno. Sempre che, come all'andata, non si finisse preda di corsari barbareschi. Il meccanismo era infernale: i proventi dei riscatti venivano reinvestiti in nuove navi da corsa, essendo la pirateria la maggior fonte di profitto. E a capo di queste navi venivano messi dei rinnegati, che conoscevano bene le lingue e le zone da depredare. Anche qui il meccanismo era infernale: chi passava all'Islam cessava d'incanto di venire trattato come una bestia da soma e poteva perfino fare carriera. IL PROSELITISMO Il proselitismo islamico funzionava così: catene, scarso cibo e igiene, lavoro massacrante, bastonate (per le donne vi lascio immaginare) fino a che il malcapitato non pronunciava la shahada, atto irreversibile, pena la morte sul rogo. E chi rinnegava Cristo non sempre era un opportunista. Molti, moltissimi erano quelli i cui parenti non potevano permettersi la cifra richiesta. Oppure non avevano nessuno. Oppure il riscattatore era stato a sua volta catturato durante il viaggio. Oppure la trattativa non era andata a buon fine. Oppure, in attesa che in Patria si racimolasse la somma necessaria, gli anni passavano e, con gli anni, la speranza di tornare liberi. Per troppi la tentazione di cambiare vita passando all'Islam era una sirena irresistibile. Per questo la Madonna apparve a Pedro Nolasco e gli chiese di fondare i Mercedari, il cui compito era proprio quello di raccogliere le somme necessarie per riscattare gli schiavi in mano musulmana. Con un quarto voto: offrire se stessi in cambio, se la trattativa falliva. Un bel libro narra la storia e illumina sulla condizione degli schiavi cristiani in terra islamica: M. B. Graziosi, Mercanti di anime. La gloriosa storia dei mercedari (Fede & cultura). Questo ordine religioso, cui presto si affiancarono i Trinitari, radunava in tutta la cristianità elemosine finalizzate al riscatto. Ma soprattutto a salvare anime dalla tentazione irresistibile dall'apostasia. Nei secoli, enormi somme vennero convogliate verso le casse dei regni barbareschi, tanto che a un certo punto i re europei dovettero intervenire per disciplinare questo salasso continuo, che peraltro non faceva che rincarare il problema della pirateria musulmana ed eternizzarlo. LA NASCITA DEI MARINES Si provò con la contro-pirateria: corsari cristiani arrembavano le navi dei mori e prendevano schiavi da scambiare. Ma la cosa funzionava poco. I musulmani erano meno propensi a riscattare i loro schiavi. Questi ultimi, poi, avevano scarso impiego nelle più dinamiche e articolate economie europee, e finivano in genere col venire impiegati come rematori. Infine, il Vangelo proibiva quel che il Corano permetteva, come harem e schiavismo. I primi a rifiutarsi di pagare il pizzo furono i neonati Stati Uniti nel primo decennio dell'Ottocento. Giovani, spregiudicati e fin da subito avidi di soldi, quando una loro nave mercantile fu depredata nel Mediterraneo, subito reagirono con un raid armato a Tripoli. Proprio per quell'occasione furono creati i Marines, che ancora oggi citano l'episodio nel loro inno. Poi, nel 1830 la Francia occupò l'Algeria e per la pirateria maghrebina fu l'inizio della fine. Tuttavia, quella odiosa tratta durata secoli lasciò - meglio che niente - un paio di perle al cristianesimo: Antonio da Noto e Benedetto da San Fratello, due neri africani diventati Santi per la Chiesa. Il primo era un giovane maomettano della Cirenaica, catturato dopo un'aspra colluttazione da una nave siciliana in un'azione di contro-pirateria sulle coste libiche. Venduto a Siracusa, fu comprato da un massaro di Avola, che lo fece guardiano del suo gregge. Però, buon cristiano, cercò come poteva di illustrare al giovane pecoraio la fede degli europei. Dai e dai, quello rimase impressionato soprattutto dal racconto della Passione di Cristo. Tanto da chiedere il Battesimo. Prese il nome di Antonio, Santo portoghese che in Sicilia aveva soggiornato. E da allora fu tutto, per così dire, casa e chiesa. Quando un nipote del suo padrone si sposò ed ebbe in dono il gregge, Antonio si trasferì a noto coi nuovi padroni. Ma questi, ammirati dalla sua devozione, non tardarono a dargli la libertà. Rimase con loro da salariato. Dopo quattro anni si mise a servire i malati e i carcerati, indi, come terziario francescano, si ritirò in eremitaggio. Morì sessantenne nel 1550 e fu sepolto in chiesa a Noto. ANCHE IN ERA NAPOLEONICA Al momento della morte le campane cittadine presero a suonare da sole e la gente, intuito quel che era successo, si precipitò a tagliuzzargli il saio per farne reliquie. Oggi Antonio detto l'Etiope è molto venerato soprattutto in Brasile, terra di etnie miste. L'altro nero, Benedetto da San Fratello (Messina), non era schiavo, di schiavi era figlio. In terra cristiana i figli di schiavi non erano automaticamente schiavi. E lui era stato istruito nel Cristianesimo, non si sa se per opera dei genitori o di qualcun altro. Anche lui prendeva la fede molto sul serio, tanto da ritirarsi, verso i vent'anni, in eremitaggio. Cambiò diversi luoghi prima di finire a Palermo sul Monte Pellegrino. Ma nel 1562 la Santa Sede, per disciplinare il fenomeno, ordinò ai vari eremiti di aggregarsi ai francescani. Così Benedetto il Moro si ritrovò cuoco in un convento palermitano. La sua santità personale e la perfetta osservanza della Regola convinsero i confratelli a eleggerlo maestro dei novizi e poi addirittura guardiano (superiore). Sebbene fosse analfabeta. Morì nel 1589. Nel 1652 il Senato di Palermo lo proclamò co-patrono della città. Fu il primo nero canonizzato, e i francescani diffusero il suo culto in tutto il mondo ispanofono. Quando finì l'incubo del «mamma, li turchi»? Difficile dirlo con esattezza, ma sappiamo, per esempio, che ancora nel 1798 (in piena era napoleonica) la cittadina sarda di Carloforte subì un'incursione barbaresca che portò via circa mille persone, le più donne e bambini, cioè la metà degli abitanti. Venduti a Tunisi, la cifra del riscatto era così ingente da superare le possibilità dei Savoia. Solo dopo cinque anni papa Pio VI riuscì a mettere insieme la somma necessaria a riscattare quelli ancora in vita.
    Ascoltato 9 min. 20 sec.
  • La verità su Gaza che nessuno dice

    9 APR 2024 · TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7751 LA VERITA' SU GAZA CHE NESSUNO DICE di Rino Cammilleri Ma perché devo pagare un canone, per giunta salato, per farmi disinformare e/o deformare? Possibile che nemmeno con la destra al governo si riesca a sgravare il cittadino da questa odiosissima tassa? E passi per le gayate di Sanremo, passi per le trasmissioni-propaganda affidate a militanti sinistri, passi per le fastidiose interruzioni pubblicitarie che servono solo a portare altri soldi agli strapagatissimi Raisti e che sono giustificate solo nelle reti commerciali. Ma pure l'informazione deve essere uno sberleffo al contribuente? Per esempio, perché quella della Russia all'Ucraina è un'abietta aggressione, tale da meritare il continuo invio di soldi e armi a Zelensky, mentre quella di Hamas a Israele è, tutto sommato, cosa veniale? Perché devo convincermi che è giusto e doveroso il mio impoverimento da boicottaggio degli affari con Putin e Netanyahu? Perché il conteggio delle vittime civili che mi viene ammannito ogni giorno è quello fornito da Zelensky e Hamas? Perché gli inviati nel russofono Donbass intervistano solo i filo-ucraini? In realtà la risposta la so, e su questo sito l'ho riferita più volte. Quel che non mi aspettavo è la sollevazione mondiale contro Israele. Ma anche qui, ragionando, la risposta si trova. Il pensiero woke americano non è altro che marxismo con altro nome, così come da noi tutto ciò che è di sinistra. Il denominatore comune è l'odio mortale all'Occidente capitalista, che rende disposti anche a tagliarsi i cabbasisi pur di fargli un dispetto. Cioè, tifare per la Sharia. Israele è un pezzo di Occidente nel mare islamico, da qui l'odio. Le efferatezze gratuite e talebaniche di Hamas nel suo proditorio attacco (donne, vecchi, bambini e stupri e decapitazioni) teso a vanificare gli Accordi di Abramo hanno provocato la reazione di Israele - come da calcolo - ed ecco che dall'Onu in giù, Biden compreso, tutti a dare addosso agli israeliani. I quali però non nascondono missili negli ospedali e nelle scuole, né si fanno scudo dei civili. Rivogliono solo i loro ostaggi e sono disposti allo scambio ineguale: centinaia di terroristi prigionieri per ogni ostaggio. Macché. Il messaggio che passa è che i nazisti ebraici bombardano palestinesi inermi. Ma nessuno che suggerisca a Israele un altro modo per liberare i suoi ostaggi. Il dialogo? Le trattative? Con chi, con quelli? C'erano quasi, ma poi Biden ha praticamente autorizzato l'Onu a ordinare il cessate il fuoco su Gaza e Hamas, contento, ha ritirato la sua offerta. Bel colpo. Biden, si sa, ha problemi elettivi personali con i musulmani d'America. Gli europei, dopo aver riempito le loro contrade di islamici, non hanno nemmeno il problema dei voti, ma quello della gola tagliata. I poveri palestinesi? Almeno col loro numero potrebbero ribellarsi ad Hamas, che per giunta sequestra i loro (nostri) aiuti. Invece no. L'esercito israeliano sbaglia mira e fa fuori sette cooperatori? Tutti a stracciarsi le vesti. Hamas potrebbe risparmiare al suo popolo ogni sofferenza rilasciando gli ostaggi. Invece se li tiene stretti, e nessuno gli addebita di essere la causa di tutto quel che è successo. Tutti i musulmani, dovunque siano, solidarizzano... con i musulmani, chiunque siano. E io pago il canone per sentire la versione di Zelensky e di Hamas, e solo quella. L'unica consolazione - se così si può chiamare - è che conosco la storia e so che Israele non dimentica. I nemici li conosce già. Ora sta riconoscendo gli amici.
    Ascoltato 4 min. 53 sec.
  • L'ateo comunista convertito da Fulton Sheen

    15 NOV 2023 · TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7598 L'ATEO COMUNISTA CONVERTITO DA FULTON SHEEN di Rino Camilleri In una della puntate precedenti avevamo raccontato come il venerabile Fulton Sheen avesse convertito una fanatica - e importante - comunista americana. Ma la gente convertita da quell'uomo eccezionale deve essere stata molta di più e si attende che qualcuno metta mano all'elenco, possibilmente con ricchezza di particolari. Oggi intanto replichiamo con un altro comunista di punta, statunitense pure lui, un attivista di spicco che grazie al solito Fulton Sheeen incontrò la Vergine e, ovviamente, cambio da così a così. Si tratta di Louis Francis Budenz (1871-1972), un uomo che, dopo l'incontro casuale (al bar) col vescovo, fu "perseguitato" per nove anni dalla Madonna: lui stesso, nell'autobiografia, confessò di ritrovarsi spesso, in quel periodo, con la mano in tasca a sgranare il rosario quasi senza accorgersene. Dedicò il suo libro all'Immacolata, che Pio XII aveva posto a Patrona delle forza armate degli Stati Uniti. Tra parentesi, il lungimirante pontefice sapeva che i militari di fede cattolica in quel paese dai mille culti correvano seri rischi di contagio ideologico, o almeno di confondersi le idee; da qui il patrocinio della "Nemica di tutte le eresie". E infatti il vescovo Sheen tagliò corto: anziché imbarcarsi in dotte confutazioni andò dritto al sodo dritto al sodo chiamando in causa la Madonna. I GENITORI CATTOLICI Ma com'è che il Budenz teneva il rosario in tasca pur essendo stra-comunista? Il fatto è che i genitori erano cattolici, e ogni sera la famiglia diceva il rosario in ginocchio davanti a un'immagine dell'Ecce homo. Lui stesso, nato in Indianapolis, aveva studiato in scuole cattoliche nell'Indiana, a Cincinnati e a Topeka, in Kansas. Nel 1912 si laureò in discipline giuridiche ed economiche alla Indianapolis Law school. Nel 1915 si impiegò presso un'organizzazione cattolica a st. Louis assisteva i lavoratori nelle loro rivendicazioni. Nel 1920 si trasferì nel New Jersey allo scopo di mettere a disposizione degli operai in sciopero le sue competenze giuridiche. Ma accade anche a lui quel che successe ai famosi "preti operai" che negli anni cinquanta e sessanta andarono a lavorare nelle fabbriche: come i pifferi di montagna, si erano fatti operai per convertire i colleghi al Vangelo, ma tornarono convertiti al verbo di Marx. E da preti si trasformarono in agitatori e sindacalisti. Ma il ceto operaio di agitatori e sindacalisti ne aveva già , perciò quei preti diventarono come il famoso sale evangelico che, perso il sapore, non serve più a niente. Diversi scioperi sciopero in diverse parti ebbero successo grazie ai consigli dell'avvocato Budenz, tanto che gli fu chiesto di insegnare in un'apposita scuola proprio le tecniche di sciopero: il Brookwood Labor College, presso New York city, dopo aver pubblicato diversi pamphlet e manuali, nel 1935 il Budenz, correttamente s'iscrisse al partito comunista americano e vi fece rapida carriera, fino a diventare caporedattore del Daily Worker, organo del partito, e addirittura membro del comitato centrale. Nel 1938 aveva già nel curriculum una vetrina di arresti di quando a Chicago dirigeva l'intera rete nazionale dei quotidiani comunisti. UN LUNGO DISCORSO SU MARIA Ma ecco l'incontro fortuito col già famoso vescovo di New York, a cui lui, tra un bicchiere e l'altro, cercò di spiegare come il comunismo fosse l'inveramento sociale del vangelo. Vecchia storia, alla quale non pochi preti sudamericani (e non solo) ancora oggi credono. Sheen, però spiazzò l'interlocutore. Anziché rispondere e ribattere, propose di cambiare argomento e di parlare della Madonna. Al trasecolato Budenz il Beato parlò per un'opera di Maria, gettando quel seme che nel 1945 portò Budenz alla più plateale delle conversioni. E quel punto cominciò a scrivere libri che spiegavano veramente il comunismo: "Uomini senza volto: la cospirazione comunista negli Stati Uniti", "Il mondo nascosto", "Le tecniche del comunismo". Divenne docente di economia alla prestigiosa Fordham University, e pubblicò la sua autobiografia, This is my story, in cui chiarì come proprio il cattolicesimo, ritrovato e approfondito, l'avesse portato a rigettare tutto ciò in cui aveva creduto prima. A questo proposito, la Lettera in cui San Pietro raccomanda di essere "sempre pronti a rendere ragione" di ciò in cui si crede, significa in soldoni questo: se sei laureato hai un dovere di approfondire al tuo livello di cultura. Invece, oggi, sono tanti i laureati, e pure gli accademici, che della religione in cui sono stati battezzati sanno solo quel che hanno appreso al Catechismo da bambini, e credono che basti. E pensano che non verrà loro chiesto conto nel Dies Irae. Budenz venne arruolato dall'FBI come consulente e confessò di avere partecipato allo spionaggio comunista a favore dell'URSS fin dai tempi dell'assassino di Trotsky in Messico (la cui opportunità era stata discussa in comitato centrale, lui presente). Precisò che la famosa spia Alger Hiss era già comunista quando lavorava come funzionario del governo. NELLA COMMISSIONE MCCARTHY Budenz fu testimone chiave in tutte le udienze della commissione McCarthy. Com'è noto il "meccartismo" è entrato nel linguaggio comune quale sinonimo di "caccia alle streghe" grazie alla propaganda di sinistra a Hollywood e nel resto dell'impero americano. Il fatto è che le "streghe" c'erano davvero e al "soccorso rosso" non rimase che cercare di confondere almeno le nuove generazioni. Nel 1953, nel suo libro Tecniche del comunismo (Techniques of Communism, mai tradotto), Budenz spiegò che i comunisti ricevevano istruzioni su come negare di essere comunisti in caso di accusa. Il che, ovviamente, complicava l'attività degli inquirenti e trascinava i processi all'indefinito (il summenzionato Kiss ne ebbe infatti due e proprio per negazioni di genere). Gli ex comunisti che testimoniavano come "pentiti" venivano attaccati e denigrati in ogni modo (Whit-taker Chambes, per esempio, era uno di loro e finì querelato da Alges Hiss). Louis Francis Budenz aveva cinque figlie, una (Louise) adottata al tempo del primo matrimonio nel 1916 con Gizella Geiss, compaesana e già divorziata, cosa che costò a Louis il distacco dalla sua famiglia d'origine, che non approvava; lui preferì andarsene da casa. Le altre quattro le ebbe, dopo il divorzio (nel 1938), dalla seconda moglie Margaret Rodgers di Pittsburgh: Julia, Josephine, Justine, Joanna (non chiedetemi perché tutte con la iniziale "J", perché non lo so). Louis Francis Budenz morì a ottant'anni a Newport, Rhode Island, nel 1972.
    Ascoltato 7 min. 44 sec.
  • Appunti per chi tifa per Hamas e contro Israele

    14 NOV 2023 · TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7602 APPUNTI PER CHI TIFA PER HAMAS E CONTRO ISRAELE di Rino Camilleri Fateci caso: tutti quelli che tifano per la «Palestina» o sono comunisti (riflesso condizionato di quando l'Urss remava contro Israele) o oscillano tra «perfidi giudei» e «Lepanto» non sapendo decidersi, o sono semplicemente nostalgici. Vabbè, io intanto vedo gli invincibili guerrieri di Allah sgozzare a tradimento vecchietti che fanno la spesa e nascondersi sotto i reparti di pediatria. Eh, i fabbricanti di frankenstein non immaginavano che la «dottrina Brzezinski» ci si sarebbe rivoltata contro. Ci spieghiamo. Ai tempi delle guerre di Israele contro i vicini arabi, giacché Israele era alleato degli americani, per forza di cose i sovietici si buttarono dall'altra parte. Gli israeliani riuscirono a spuntare film hollywoodiani come Exodus e canzoni come Inch'Allah di Adamo, ma la propaganda comunista era più rodata, sperimentata e forte della loro. Così i terroristi palestinesi passarono per condivisibili insorgenti e nei cortei per qualsivoglia ragione spuntarono le kefiah alla Arafat. Da allora, la sinistra, anche quella radical-chic, sta contro gli «imperialisti». I Paesi musulmani, i ricchissimi emirati e sceiccati? Di palestinesi non ne vogliono, per non fare la fine del Libano. Ricordate? I profughi palestinesi vennero accolti in Giordania e subito cominciarono gli attentati contro addirittura il re. Espulsi a pedate, si riversarono in Libano e la «Svizzera d'Oriente» piombò in una guerra civile che non è mai finita. La spaventosa esplosione finale al porto di Beirut l'abbiamo vista tutti. Chi è stato? Boh, indovinala grillo. Per chi non sapesse cos'è la «dottrina Brzezinski», ecco qua: ai tempi dell'Urss le teste d'uovo angloamericane pensarono di pugnalare alle spalle l'alleato Scià di Persia prelevando l'ayatollah Khomeini da Parigi, dove era stato tenuto in caldo proprio per questa evenienza, e lo mandarono a scatenare la rivoluzione islamica nell'Iran. Lo scopo era quello di fare dell'islamismo politico il detonatore per tutte le regioni islamiche del Sud dell'Urss, o almeno di tenere in tal modo una pistola puntata alla tempia di quest'ultima. Ma i sovietici non erano fessi e il Grande Gioco fallì. Anzi, si ritorse contro i burattinai, perché l'islamismo politico contagiò non chi doveva ma tornò indietro, e da allora l'Occidente non ha più avuto pace. L'Iran, già florido e modernissimo, ripiombò nel VII secolo, e così i vicini di casa. E perfino la Turchia deve stare attenta all'islam radicale, tanto che la moglie di Erdogan è meglio si presenti in pubblico velata. Come si faccia a tifare per tagliagole sanguinari e senza regole, nemmeno d'onore, che degli occidentali usano solo le armi ma per il resto loro stessi fanno una vita da caprai (niente fumo, niente alcol, niente televisione...), lo sanno solo i plagiati dal marxismo (perché sempre questo è, comunque lo chiamino di volta in volta). A furia di "accoglienza" catto-comunista ce li siamo tirati in casa, e ora voglio vedere come se ne esce. Ultima notazione: comunque la vediate, fatevi prima un giro in Afghanistan e poi uno in Israele. E poi ditemi in quale «regime imperialista» (perché lo sono tutti e due, e l'islamismo è pure totalitario) vorreste abitare. Un'ultima notazione per quelli che riescono a celebrare l'anniversario della vittoria occidentale sugli ottomani a Lepanto e in contemporanea avercela con Israele. Che non è un santo, certo, ma combatte contro lo stesso diavolo. Speriamo solo che il Mossad non riesca a trovare il modo di spedircelo in casa, visto che ci teniamo tanto. Così, anche noi proveremo le gioie della libanizzazione.
    Ascoltato 5 min. 28 sec.
  • L'arma della sinistra è sempre stata la propaganda

    7 NOV 2023 · TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7559 L'ARMA DELLA SINISTRA E' SEMPRE STATA LA PROPAGANDA di Rino Cammilleri Il giacobinismo andò al potere grazie alla propaganda. Pennaruli e avvocaticchi come Robespierre inondarono di cahiers di lamentele gli Stati Generali. I quali erano stati convocati perché la Francia, la Potenza numero uno, aveva perso la Guerra dei Sette Anni contro quella numero due, l'Inghilterra. Lo Stato (non il Paese, si badi) aveva le casse esauste. Ogni municipalità rappresentata delegò, ovviamente, gente di lingua svelta. E questi erano imbevuti di Rousseau e Voltaire, anche perché il bibliotecario reale, Malesherbes, anziché censurarli li aveva diffusi per due motivi: uno, era dei loro; due, il re era un imbecille (non lo dico io, ma uno dei maggiori storici francesi, Pierre Chaunu). Sorsero come i funghi le «società di pensiero»: avete presenti le interminabili assemblee sessantottine? Le quali sporularono il frutto della nuova libertà di stampa. Che infatti non c'entrava nulla con le richieste del popolo agli Stati Generali. E tutti i rivoluzionari, da Marat in poi, quello facevano: i giornalisti. Era nata la propaganda politica, anzi ideologica. Da allora, ecco i monumenti ai giornalisti che null'altro facevano e null'altro sapevano fare: Mazzini, Marx, Lenin e compagnia parolaia. E ghigliottina per chi dissentiva, non a caso una macchina per moltiplicare le eliminazioni, fino al gulag e ai killing fields in attesa dell'AI. Ci si faccia caso con gli eredi nostrani del giacobinismo, i piddini. Tutta la loro forza sta nella propaganda. Non hanno altro. Quando comandano, mandano il Paese a ramengo, riempiono il popolo di chiacchiere e le galere per chi non le beve. Quando sono all'opposizione strepitano, additano le falle, demonizzano, inventano sempre nuovi slogan, capitaneggiano i nuovi poveri che loro stessi hanno creato. Qualunque inezia può essere utilizzata per cavalcarla dopo averla ingigantita ad arte. Propaganda, appunto. E sotto la propaganda, niente. Fa caldo d'estate? Emergenza climatica. C'è il covid? Tutti a casa, tutti vaccinati quattro, cinque volte, e pure dieci se il covid non li avesse fregati sparendo. Il covid è sparito? Merito dei vaccini. Ora, mi sono imbattuto in una notizia storica che mi ha fatto riflettere. E dove l'ho trovata? Sulla Settimana Enigmistica, il che testimonia della situazione orwelliana in cui ci hanno sprofondato. Il peggior disastro nucleare della storia? Chernobyl, lo sanno tutti. In subordine, Fukushima. Morti? Pochissimi, ma quel che conta è l'enfasi interessata di chi ha in mano i nostri cervelli. Avete mai sentito parlare di Windscale? No? Non mi stupisce. A Windscale, nel Cumberland, Inghilterra, si incendiò un reattore nucleare. Bruciò per sedici ore, lasciò una vasta zona contaminata (e lo è ancora oggi), provocò fino a 240 morti tra diretti e indiretti. Ma il governo minimizzò per non creare panico. Era il 1957 e i Verdi non c'erano ancora (cioè, non c'era ancora chi li finanziava), così il mondo non ne seppe nulla. Notare che non era affatto un segreto di Stato. Semplicemente, la notizia non era pompata come lo sarebbe oggi. Il che significa che l'importante non è la notizia ma la pompa. La catena è questa: chi ha i soldi decide di pompare qualcosa; se ne fanno carico i giornalisti. i quali fanno quello per cui sono pagati. Poiché per fare i giornalisti c'è la fila al punto che c'è chi lo fa anche gratis, la morale è questa: chi ha in mano la propaganda ha in mano il pianeta. La libertà di stampa? Seeeh! Non c'è bisogno di costringere nessuno, basta attentare allo stipendio. Guardate la guerra in Ucraina. La versione zelenskiana è vera, quella putiniana è falsa per definizione. Chi ha costretto l'Italia ad allinearsi entusiasta, compresi Rai e media? Chi ha in mano la pompa. O il bastone e la carota, se preferite. È con la propaganda che si ottiene l'obbedienza totale perché convinta: lo schiavo migliore è quello che crede di essere libero. [...]
    Ascoltato 5 min. 21 sec.
  • Il governo di destra fa la politica della sinistra moderata (perchè ha paura)

    17 OTT 2023 · TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7562 IL GOVERNO DI DESTRA FA LA POLITICA DELLA SINISTRA MODERATA (PERCHE' HA PAURA) di Rino Cammilleri Il governo di destra (e basta col termine ipocrita «centrodestra», che già da solo implica soggezione ideologica alla sinistra!) deve fare i comprensibili salti mortali per non farsi detronizzare da qualche congiura Usa-Ue-toghe rosse. I quali hanno dimostrato più volte che non si governa senza il beneplacito dei poteri forti internazionali e dei loro collaborazionisti nazionali, sbavanti di fronte alla prospettiva di tornare in sella bypassando le elezioni. Infatti, prima di queste ultime, Giorgia Meloni, visti i sondaggi che la davano vincente, è andata previamente a rassicurare gli americani e a farsene benedire. Rimangiandosi tutto quel che aveva detto in precedenza in merito alla guerra ucraina. Comprensibile: o così o Pomì. Ed eccola, però, tra l'incudine di chi comanda davvero nel mondo occidentale e il martello del suo elettorato. Elettorato che l'aveva eletta a valanga perché ponesse fine agli sbarchi africani, desse una regolata all'arroganza dei Lgbt, riportasse in sicurezza le nostre strade. Invece, detto elettorato che cosa vede? Che gli sbarchi sono, al contrario, aumentati. Che un generale che, interpretando il sentimento popolare, sbotta che non se ne può più viene di corsa quasi destituito con insulti. Che non si può più uscire di casa e le paventate zone off-limits per i cittadini si sono moltiplicate. Che una minoranza infima come quella degli animalisti si permette minacce e ritorsioni ai danni di quanti ritengono che un uomo sia più importante di una bestia (cioè, tutti). E il governo tace. E lascia impazzare le minoranze infime, ma urlanti, e urlanti perché sanno di avere a che fare con dei timidi cacasotto. Ha contro i media? È vero, ma basta attendere sulla riva del fiume e tra breve scorreranno i loro cadaveri. No, la verità è che il governo di destra ha paura. Ha paura di quel che dirà la sinistra se fa questo o se fa quello. Cioè, se fa ciò per cui è stato votato. Ma uno che ha più paura dell'avversario che dei suoi, che è? E di cosa ha paura? Che gli diano del fascista? Ma sono parole, nient'altro. E se hai paura perfino delle parole mi sa tanto che sei inadeguato. Lo sapevi a che cosa andavi incontro, lo sapevi da sempre. E ora scopri che non sai governare secondo i desiderata di chi ti ha votato? Allora - lo dico con dolore - vai a casa. Se non sai fare il tuo mestiere, torna a cuccia. Se non sei stato capace di dire ai poteri forti: signori, so che comandate voi e cercherò di non deludervi, ma badate che devo dar conto anche al mio elettorato; be', allora che ci stai a fare? Una sinistra ideologica un po' più moderata di quella che strilla c'era già, penso a Renzi, che bisogno avevamo di un governo di destra di nome e di sinistra moderata di fatto? Se non sapete fare un governo di destra, dimettetevi. Vorrà dire che il popolo si asterrà in massa dal votare e governerà la sinistra come fece Garibaldi, che fu senatore con soli trenta (sic!) voti. Ma almeno, media o non media, tutti vedranno che siamo sotto tirannia. E chi vivrà vedrà.
    Ascoltato 3 min. 46 sec.
  • E' giusto pregare per Matteo Messina Denaro?

    10 OTT 2023 · TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7567 E' GIUSTO PREGARE PER MATTEO MESSINA DENARO? di Rino Cammilleri Santa Teresina di Lisieux, quand'era ancora ragazzina ma già aveva in animo il chiostro, chiese con insistenza a Dio una grazia speciale. Un rinomato pluriomicida, il criminale più famoso di Francia, catturato dopo anni di efferatezze stava per salire sulla ghigliottina. Teresina pregò fervidamente per diversi giorni, anche perché il condannato aveva rifiutato i conforti religiosi. La piccola futura santa domandava la salvezza di quell'anima perduta. Non aveva detto Cristo che bisognava pregare gli uni per gli altri? E chi più bisognoso di preghiere di un cattivo conclamato a rischio di dannazione eterna? Seguì dalla finestra l'ascesa del condannato al palco del patibolo. Gli tagliarono il colletto e stavano per distenderlo sull'asse sotto la lama. Come da prassi, un sacerdote lo seguiva brandendo un crocifisso. Ebbene, proprio all'ultimo istante, con un gesto che stupì tutti, il condannato si voltò e con uno scatto inatteso si chinò a baciare fugacemente il crocifisso. Poi la lama calò sul suo collo. Teresina era felice: all'ultimo momento era stata esaudita. A ben pensarci, il primo santo a essere canonizzato da Cristo in persona è il Buon Ladrone, un tagliagole da strada che, in extremis, si era raccomandato al Messia. Pregare dunque per i cattivi? E per chi se no? Sono i malati ad aver bisogno del medico, non i sani, lo dice il Vangelo. Per questo la Chiesa ha sempre accompagnato sul patibolo i condannati a morte. I «santi impiccati», come li chiamava san Giuseppe Cafasso, già precettore di don Bosco e cappellano nelle carceri savoiarde. Li scortava sulla carretta che li portava alla forca, impartiva loro gli ultimi i sacramenti e li assolveva in confessione. Con la morte fisica espiavano le loro colpe, ma col pentimento finale avevano diritto a entrare nel Regno dei Cieli, per questo don Cafasso li chiamava i suoi «santi impiccati». Come, appunto, il Buon Ladrone. Si badi, Latro-onis per i romani era il brigante assassino; il ladro semplice era fur-is. Dunque, si trattava di un pluriomicida che sgozzava la gente per derubarla sulla pericolosa strada per Gerico. Ebbene, la Chiesa del 2023 pare riempirsi la bocca di «poveri» e di «ultimi», però sta molto più attenta alla sua immagine social e politically correct, altrimenti avrebbero protestato vivamente per il divieto imposto a tre suore di pregare per l'anima di Matteo Messina Denaro. Certo, le tre possono anche pregare nel chiuso del loro convento di clausura, ma è una fatto che all'ospedale dell'Aquila non le hanno fatte entrare. Madre Donatella, suor Emanuela e suor Teresa Benedetta, sono benedettine del monastero dei santi Cosma e Damiano, i due gemelli medici «anargiri» (cioè, che curavano gratis) finiti martiri di Diocleziano. Erano lì per una visita agli occhi della superiora e avevano chiesto di poter pregare sulla salma del boss, appena morto senza sacramenti. Voi direte: ma a che sarebbe servito, visto che non si era pentito in senso cattolico dei suoi peccati? Risponderò come rispose Cristo ai sadducei: a Dio tutto è possibile. Per esempio, oggi sappiamo che, in tema di espianti, si dichiara clinicamente morto uno a cui batte ancora il cuore (se no, l'espianto non è praticabile). Dunque, non sappiamo che cosa accade nella testa di uno «morto» negli ultimi infinitesimi istanti dell'agonia, quando non dà alcun segno ma neanche i medici sanno che cosa accade nella sua testa pur se, da protocollo, cerebralmente defunta. E poi, che male fa permettere a tre suore di dire un requiem? Bah, per fortuna, come recita la Scrittura di domenica scorsa, «le mie vie non sono le vostre vie», dice il Signore. Per quanto mi riguarda, ho appena dato alle stampe la mia ultima fatica, Il manuale del diavolo (Cantagalli), in cui è descritto anche come e qualmente nell'Altro Lato avremo molte sorprese. Scopriremo che c'è un sacco di gente che non avrebbe dovuto esserci, mentre mancano molti di quelli che credevamo ci fossero.
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  • Maria Stuarda, la regina decapitata perchè cattolica

    29 AGO 2023 · TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7515 MARIA STUARDA, LA REGINA DECAPITATA PERCHE' CATTOLICA di Rino Cammilleri Nessuna donna nella storia ha mai impressionato l'immaginario come questa sfortunata regina cattolica. Romanzi e tragedie (vi si cimentarono anche Alfieri e Schiller), opere liriche (Mercadante, Donizetti, etc), film. Di questi ultimi - ben 38 - il primo è addirittura del 1895; tra i migliori, uno del 1936 Katharine Hepburn e la regia di John Ford, fino all'ultimo del 2018 con Margot Robbie Saoirse Ronan, attrice straordinariamente somigliante alla vera Maria Stuarda. Qui, in omaggio al politicamente corretto, ci sono lord inglesi e scozzesi impersonati da attori afroamericani, quasi che ogni epoca senta il bisogno di rendere omaggio alla scozzese Mary Stewart che in Francia modificò il suo cognome nel più pronunciabile Stuart. La sorella di Enrico VIII, Margaret, era sua nonna. Perciò il trono d'Inghilterra sarebbe spettato a lei. INFANZIA TRAVAGLIATA Nata nel 1542, suo padre era Giacomo V, re di Scozia, che morì quando lei era in fasce. Cominciate le guerre con l'inglesi, il re scozzese fu sconfitto e morì, trentenne, di colera. Sua moglie Marie de Guise, secondo il trattato di pace avrebbero dovuto far sposare la figlia con Edoardo VI, figlio di Enrico VIII e Jane Seymour, protestante. Rifiutò e mandò al sicuro la piccola in Francia, storica allegata della Scozia. Maria Struart (Stuarda, all'italiana) crebbe alla corta di Caterina de' Medici, dove divenne coltissima (parlava sei lingue). I contemporanei la descrivono come alta, bella e d'incedere maestoso. Ottima cacciatrice e cavallerizza, a 16 anni sposò il figlio della medici, Francesco II, e divenne regina di Francia. Ma lui morì ben presto, e altrettanto presto lei si accorse che due regine vedove in Francia erano troppe. Cosi tornò in Scozia e vi si assise come regina. Ma trovò che il paese era diventato ormai calvinista a causa della predicazione del fanatico John Knox (sempre presentato così anche nei film). TRADITA DALLA TOLLERANZA Lei nata il giorno dell'Immacolata, realisticamente lasciò libertà di credo, ma non volle assolutamente cambiare il suo. Intanto in Inghilterra saliva al trono Elisabetta I, figlia di Enrico VIII e Anna Bolena. Il re scismatico aveva generato Maria Tudor con la moglie legittima Caterina d'Aragona. Maria I aveva regnato e si era sposata con Filippo II di Spagna, figlio di Carlo V. La Francia, trovatasi accerchiata dagli Asburgo, prese a fomentare il dissenso contro Maria I, anche se questa aveva restaurato il cattolicesimo in Inghilterra. E il dissenso era costituito da tutti quelli che si erano arricchiti con l'espropriazione dei beni della Chiesa effettuata da Enrico VIII. E che non aveva alcuna intenzione di restituire. Purtroppo, nata e cresciuta in mezzo agli intrighi e sempre in pericolo di vita, quando Maria I poté cingere la corona aveva ormai 37 anni, 38 quando sposò il molto più giovane Filippo di Spagna. Così, non ebbe prole e l'unica sperata gravidanza si rivelò un tumore maligno che presto la portò alla tomba. Morto anzitempo anche il successore Edoardo VI, Elisabetta si trovò, oltre che scomunicata da papa San Pio V (il che significava che i suoi sudditi cattolici erano sciolti da ogni dovere di obbedienza), con una temibilissima concorrente, Maria di Scozia, che tutti i legittimati, anche protestanti, consideravano la vera avente diritto al trono d'Inghilterra. Maria, intanto, si era accorta del gravissimo errore di aver concesso libertà religiosa, cosa che Maria I di Tudor si era ben guardata dal commettere nel suo regno. La tolleranza, infatti, rafforzò il potere della nobiltà protestante e lei, per blindarsi, comprese che doveva avere un erede. Ma non c'erano molti giovani maschi tra le teste coronate di quel tempo. Gli unici due potevano essere l'arciduca Carlo d'Austria, figlio dell'imperatore Carlo I, e don Carlos, figlio di Filippo II di Spagna. Le trattative col primo fallirono, e il secondo era uno psicolabile. La fretta indusse Maria a sposare il cugino Enrico Stuart, lord Darnley. La cosa gettò Elisabetta I nell'angoscia, perché anche quest'ultimo era nipote di Margaret, sorella di Enrico VIII. Così adesso i titolari di diritti sul trono inglese erano due, per giunta marito e moglie. SUL PATIBOLO CON IL VELO DA SPOSA A Maria, incinta e ben presto trascurata dal marito, non rimase che un amico confidente, il fidato segretario italiano Davide Rizzio, così che Knox prese ad accusarla di adulterio. Darnley finì ucciso e Rizzio massacrato. La propaganda puntò il dito contro la regina. Lei allora venne rapita e stuprata da lord Bothwell, che fu costretta a sposare con rito protestante. Ormai sfuggitale di mano la situazione, dovette accettare di abdicare a favore del figlio Giacomo VI, un bambino. Nel 1568 fuggì dal castello in cui era rinchiusa e riuscì a radunare un esercito che condusse personalmente in battaglia. Ma, sconfitta dovette chiedere asilo a Elisabetta I, di cui rimase prigioniera praticamente per vent'anni seguenti. Elisabetta esitava a far giustiziare una regina di diritto divino che era pure sua cugina. Ma la presenza in vita di Maria era un rischio costante per il suo trono. Sempre oggetto di intrighi e congiure, per lei viva Elisabetta non poteva dormire sonni tranquilli. Alla fine una serie di lettere opportunamente "rinvenute", incastrarono Maria per l'uccisione del marito. Mai prima un re o una regina erano stati sottoposti a processo. Ma i legulei di corte trovarono la gabola necessaria. Nel 1587 Maria Stuarda salì sul patibolo, vestita di nero, ma con un velo bianco da sposa. Si tolse l'abito e rimase con quello che aveva sotto: rosso, il colore dei martiri cattolici. Al boia servirono due colpi per spaccarle la testa. Elisabetta? Quello che in tutta la vita aveva cercato di evitare si realizzò in pieno: non avendo figli, il suo trono andò al figlio di Maria, Giacomo VI Stuart di Scozia, che divenne Giacomo I, d'Inghilterra e Scozia. Il quale volle che sua madre fosse seppellita a Westminster, nella tomba dei re (cosa che Elisabetta non aveva permesso). A proposito, il lettore avrà notato quante Marie ci sono in questa storia. Il fatto è che la Gran Bretagna fino allo scisma si gloriava del titolo di "Dote di Maria", la più devota alla Madonna nella nazioni cristiane.
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  • Non dobbiamo dimenticare i pasticci sul covid di Conte e Speranza

    25 LUG 2023 · TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7482 NON DOBBIAMO DIMENTICARE I PASTICCI SUL COVID DI CONTE E SPERANZA di Rino Cammilleri L'ex assessore lucano e la new entry Giuseppi, che nessuno aveva votati e nemmeno mai sentiti, si sono ritrovati, per nostra punizione divina, al timone d'Italia nella churchilliana ora più buia. E hanno fatto l'unica cosa che sapevano fare: casino. Ricordate i no-vax triestini innaffiati dai cannoni della polizia mentre dicevano il rosario? Manco gli sfasciatutto amici di Cospito meritarono tanto. Alla fine della fiera, giustamente denunciati, chi davvero comanda in questo Paese ha debitamente archiviato. Eh, sì, in fondo c'è da capirli: se stabiliamo il principio che un capo di governo può essere condannato per le sue scelte, nessun premier o ministro futuro si salva. Perciò, cosa fatta capo ha, chi ha avuto ha avuto, scurdammoce 'o passato, siamo o non siamo il Paese di Pulcinella? Ai cornuti&mazziati, ai fessi&gabbati, ai cretini&contenti non rimane che il voto (finché ce lo permettono, ma si stanno organizzando per sbarazzarsi una volta e per sempre anche di questi ludi cartacei che disturbano il manovratore) e il solito libro di amarcord. Il mio personale, grazie al cielo solo grottesco, è il seguente: io e mia moglie, conviventi e debitamente mascherati, ci stavamo recando in farmacia lungo una via deserta. Passa l'auto della polizia locale, si ferma e ci intima di separarci. Spiego, obietto, chiarisco. Niente. Così, su due marciapiedi paralleli ma separati, io e mia moglie ci dirigemmo alla farmacia, dove ci riunimmo tra noi e pure con gli altri clienti. E ora il Paese si ritrova di nuovo con Figliuolo e Bonaccini a coordinare. Eggià: la vaporiera qualcuno deve condurla e pare non ci sia altro sottomano. Intanto, non ci resta che l'onanismo del «per non dimenticare», ed è per questo, in mancanza di meglio, che segnalo un importante libro: Aa.Vv., Ci hanno preso per il covid. Per non dimenticare tre anni di lockdown, mascherine, vaccini e abusi di potere. Per non dimenticare l'impennata di morti per miocardite, misteriose e abbondanti tra gli atleti. La risata della responsabile Pfizer quando in sede Ue le chiesero se i vaccini fossero stati testati. Risposta: naturalmente no, ma siete stati voi politici ad averci messo prescia. Miliardi di dosi ancora inutilizzate ma che vanno pagate lo stesso come da contratto. La gente che si è ritrovata inabile per sempre o addirittura cieca (ma aveva firmato la liberatoria alla quale non poteva sottrarsi). Il segreto militare. Le autopsie negate. Il mistero sul perché l'Italia, dopo la Cina, sia stata la più colpita al mondo. E, perché no, risalendo per li rami, lo smantellamento precedente della sanità italica perché in camera caritatis ce lo chiedeva l'Europa. Per non dimenticare? No, ce ne dimenticheremo, perché i signori delle tre carte e i loro media (cioè tutti) in questo sono abilissimi. Del resto, è l'unica cosa che sanno fare.
    Ascoltato 4 min. 6 sec.
  • Il sacro graal

    25 LUG 2023 · TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=1929 IL SACRO GRAAL SI TROVA A VALENCIA, IN SPAGNA, E SUPERA LE PROVE DELLA STORIA E DELLA SCIENZA di Rino Cammilleri Il martire che ha protetto il Graal, (...) Lorenzo, era uno dei diaconi di papa Sisto II al tempo delle persecuzioni. A Lorenzo era affidata anche la cassa della diocesi di Roma; in particolare, spettava a Lorenzo occuparsi dell'assistenza. Gli Apostoli avevano creato i primi sette diaconi appunto per questo, per sgravare se stessi dall'incombenza di dover provvedere alle vedove, agli orfani e ai bisognosi con i fondi che i primissimi cristiani mettevano in comune. Sisto II subì il martirio, poi toccò a Lorenzo. A quest'ultimo fu riservato il supplizio della graticola perché rivelasse dove aveva messo le «ricchezze» della Chiesa. Lui indicò i poveri, per cui quelle «ricchezze» erano state spese. Poi gridò al carnefice che poteva anche rigirarlo, visto che da un lato era già «cotto», e rese l'anima a Dio. Lorenzo era ispanico, per questo il cattolicissimo imperatore Filippo II diede alla sua reggia la forma di un «escorial», una graticola. Ebbene, nell'anno 258, poiché le cose si stavano mettendo male, Sisto II aveva affidato a Lorenzo alcuni preziosi oggetti da mettere al sicuro. Preziosi per la fede, s'intende. Lorenzo li aveva portati nel suo paese, a Huesca. Tra questi oggetti c'era anche una coppa di agata pregiata, quella con cui il papa diceva messa. Perché era speciale, quella coppa? Perché con essa usava celebrare San Pietro, che l'aveva portata a Roma da Antiochia, e ad Antiochia l'aveva portata da Gerusalemme. Con quella coppa i suoi ventidue successori celebrarono fino al tempo di Sisto II. Era la coppa che Gesù aveva usato nell'Ultima Cena. In essa il vino era stato trasformato nel suo Sangue. Infatti, la frase con cui nella messa si procedeva alla consacrazione era da considerarsi letterale: «…prese questo glorioso calice…». Ma la coppa che contenne il Sangue di Cristo è il Graal. Che fine fece il Graal di Huesca? Attraversò il secoli passando per varie mani, sempre portato al sicuro per sottrarlo prima ai Vandali, ariani, e poi ai musulmani. Nel 1399 il re d'Aragona, Martín I, lo fece porre nella cattedrale di Saragozza e impreziosire con aggiunte in oro. Nel 1424 il re Alfonso il Magnanimo lo donò alla città di Valencia, che dal 1437 lo custodisce nella sua cattedrale. Con esso i papi Giovanni Paolo II e l'attuale Benedetto XVI, in visita, hanno celebrato la messa. Nel XX secolo è stato sottoposto a esami da parte di un pool di studiosi, i quali hanno concordemente convenuto che si tratta effettivamente di un oggetto in uso nella Palestina del I secolo. Perché nel Medioevo il Graal si considerava «perduto» e, dunque, leggendario? Per il semplice fatto che la Spagna era dominata dagli islamici. E chi sapeva dov'era il Graal si guardava bene dall'aprire bocca.
    Ascoltato 3 min. 48 sec.
Il giornalista e scrittore di successo Rino Cammilleri, l'apologeta kattolico, parla a tutto campo dei problemi di oggi senza dimenticare le preziose lezioni della maestra più inascoltata: la storia
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