8 SET 2026 · Rassegna stampa economico-finanziaria dell'8 Settembre 2026, strutturata per macro-temi e basata sulle principali testate giornalistiche nazionali e internazionali.
Crescita, lavoro e capitale umano: l’Europa riparte, ma resta il nodo produttività
Testate: Corriere della Sera / Avvenire / Il Sole 24 Ore / Il Fatto Quotidiano / La Stampa
- L’economia europea torna a crescere e continua soprattutto a creare occupazione. Nel secondo trimestre il PIL dell’area euro registra una crescita del +0,6% su base annua, mentre gli occupati nell’Unione europea raggiungono circa 221,4 milioni, nuovo massimo.
- Per l’Italia, il miglioramento del mercato del lavoro produce anche un effetto positivo sui conti pubblici. Nei primi sette mesi del 2026 le entrate tributarie aumentano di quasi 9,4 miliardi di euro, +2,8%, raggiungendo circa 346,1 miliardi.
- Quasi 4 miliardi dell’incremento derivano dalle ritenute sul lavoro dipendente pubblico e privato. A luglio gli occupati aumentano di 307 mila unità rispetto all’anno precedente, +1,3%, mentre la retribuzione oraria media tra gennaio e giugno cresce del 2,6%.
- Anche la composizione del gettito offre indicazioni sull’economia reale: le entrate legate al commercio crescono del 6,6% e quelle dei servizi privati del 2,7%. L’IVA sulle importazioni aumenta invece di quasi 1 miliardo, +8,7%, soprattutto per il rincaro dei prodotti energetici.
- In controtendenza gli acconti IVA delle partite IVA, in calo del 5,2%, mentre lo Stato registra circa 1,2 miliardi di minori accise rispetto al 2025 a causa degli interventi sui carburanti.
- Il principale punto debole rimane il potere d’acquisto. La crescita dell’occupazione non è ancora accompagnata da un recupero sufficiente dei salari reali, soprattutto nei settori commercio, turismo, logistica e servizi. Questo rischia di mantenere debole la domanda interna.
- Rimane inoltre il problema del capitale umano. Tra i giovani italiani emigrati, il 46,6% indica le opportunità di carriera come condizione determinante per rientrare, mentre il 37% sottolinea il divario salariale tra Italia e Germania.
- La popolazione italiana tra 18 e 34 anni è scesa a circa 10,4 milioni, rispetto ai 15,2 milioni di trent’anni fa. Istruzione, produttività, salari e capacità di trattenere lavoratori qualificati diventano quindi variabili strettamente collegate.
- L’Italia beneficia oggi di occupazione elevata, maggiore gettito e tenuta dei servizi. La vera sfida sarà trasformare questo miglioramento ciclico in salari reali più elevati, produttività e investimenti nella formazione.
Energia, petrolio e alimentari: il rischio inflazione torna al centro
Testate: la Repubblica / Il Sole 24 Ore / Financial Times
- Il petrolio torna vicino alla soglia psicologica dei 100 dollari al barile, con il Brent indicato intorno a 97,3 dollari dopo la forte accelerazione del mese precedente.
- Le tensioni in Medio Oriente e il rischio di interruzioni delle principali rotte energetiche stanno aumentando il premio geopolitico incorporato nelle quotazioni.
- Goldman Sachs considera possibile, in uno scenario caratterizzato da una forte interruzione dell’offerta, un Brent sopra i 120 dollari. Non rappresenta lo scenario centrale, ma evidenzia il rischio a cui rimangono esposte soprattutto le economie europee importatrici di energia.
- In Italia torna quindi in discussione la proroga dello sconto sul diesel. Il precedente intervento ha ridotto il prelievo di circa 17 centesimi al litro, ma l’aumento del costo del greggio rende sempre più oneroso proseguire con misure generalizzate.
- Il Governo valuta quindi interventi maggiormente selettivi, concentrati sulle famiglie e sulle categorie produttive più esposte.
- Il rischio inflazionistico non arriva però soltanto dall’energia. Numerose materie prime agricole registrano forti rincari, tra cui cereali, oli vegetali, zucchero, carne e prodotti lattiero-caseari.
- Il Food Price Index della FAO si trova vicino ai massimi recenti. Condizioni climatiche estreme, guerre, restrizioni commerciali e attività speculative contribuiscono contemporaneamente alle pressioni sui prezzi.
- Particolarmente importante è il legame tra energia e agricoltura: l’aumento del gas incrementa il costo dei fertilizzanti e può trasformarsi, con alcuni mesi di ritardo, in nuova inflazione alimentare.
- Per le imprese questo significa maggiore attenzione a margini, coperture energetiche e pricing power. Per i mercati, invece, un’inflazione più persistente potrebbe mantenere elevati i rendimenti obbligazionari più a lungo del previsto.
Industria, AI e competitività europea: il vero divario è sugli investimenti
Testate: La Stampa / Il Sole 24 Ore Salute / Financial Times / Les Echos
- Il ritardo europeo emerge con particolare forza nel settore dell’intelligenza artificiale. Gli imprenditori italiani del comparto denunciano che in appena sei mesi il Paese avrebbe perso circa il 30% degli investimenti collegati all’AI.
- Nel confronto riportato, i fondi europei destinati al settore ammontano a circa 44 miliardi di euro, mentre all’Italia arriverebbero soltanto circa 200 milioni.
- Il problema supera la singola tecnologia: l’Europa continua a mostrare difficoltà nel trasformare ricerca e innovazione in capitale, infrastrutture e aziende capaci di competere globalmente con Stati Uniti e Cina.
- L’AI sta intanto diventando una competenza professionale trasversale. UBS richiederà ai nuovi junior banker e agli stagisti di dimostrare capacità nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale, segnale del passaggio da skill specialistica a competenza professionale di base.
- Sul fronte industriale europeo, la Germania rappresenta uno dei casi più delicati. La produzione manifatturiera rimane circa l’11% sotto i livelli pre-Covid, mentre il debito pubblico si avvicina ai 2,8 trilioni di euro.
- Il Paese deve contemporaneamente affrontare costo dell’energia, crisi dell’automotive, rallentamento della Cina, ritardo digitale e un calo demografico di circa 650 mila persone nel 2025.
- In Italia resta aperta la crisi dell’Ilva, con circa 2.500 lavoratori dell’indotto coinvolti e il rischio di una perdita permanente di capacità produttiva strategica.
- Esiste però anche un lato molto concreto e positivo dell’AI: in cardiologia sono già operative applicazioni per lettura degli esami, diagnostica, supporto alle decisioni cliniche e personalizzazione delle terapie.
- Il passaggio dall’AI “promessa” all’AI “applicata” è quindi già iniziato. Il ritardo europeo può contemporaneamente aprire un ciclo pluriennale di investimenti in data center, semiconduttori, cloud, cybersecurity, automazione e infrastrutture energetiche.
Export, Mercosur e scale-up: l’Europa cerca nuovi motori di crescita
Testate: Il Sole 24 Ore / Expansión / New York Times
- Parte dall’Argentina la missione imprenditoriale italiana nei Paesi Mercosur, con circa 1.300 incontri B2B programmati e la partecipazione di circa 100 imprese italiane.
- La strategia non riguarda soltanto l’aumento delle esportazioni, ma punta alla costruzione di partnership industriali e nuovi investimenti.
- Il Mercosur presenta una forte complementarità con il sistema produttivo italiano, soprattutto nei settori macchinari, tecnologie industriali, agroalimentare, energia, farmaceutica, infrastrutture e servizi.
- Parallelamente, sul fronte europeo, la spagnola Criteria investirà 250 milioni di euro nel nuovo macro-fondo dedicato alle imprese in fase di scale-up.
- Il veicolo punta a mobilitare complessivamente circa 5 miliardi di euro, destinati alle aziende tecnologiche europee che, una volta raggiunta una determinata dimensione, spesso sono costrette a cercare capitale negli Stati Uniti.
- Il problema europeo non riguarda quindi necessariamente la capacità di creare startup innovative, ma la disponibilità di capitale sufficiente per trasformarle in grandi aziende internazionali.
- Sullo sfondo cresce inoltre la competizione tra Stati Uniti e Cina per infrastrutture, risorse e mercati dell’America Latina. Il Perù resiste alle pressioni statunitensi per ridimensionare i rapporti con Pechino, mostrando come la regione stia diventando sempre più strategica.
- Per le imprese italiane, Mercosur e America Latina possono rappresentare uno dei principali strumenti di diversificazione geografica dell’export nei prossimi anni.
Tassi, bond e debito globale: l’era del denaro gratis è definitivamente finita
Testate: Financial Times / Handelsblatt / New York Times / Les Echos
- La spesa per interessi sul debito pubblico dei Paesi OCSE supera ormai 2 trilioni di dollari all’anno, pari a circa il 3% del PIL.
- Il debito complessivo mondiale, considerando settore pubblico e corporate, si avvicina ai 300 trilioni di dollari.
- Gli Stati Uniti hanno raggiunto circa 40 trilioni di dollari di debito federale, mentre nel solo 2025 i Paesi OCSE hanno dovuto rifinanziare circa 18 trilioni di dollari di debito pubblico.
- Il rendimento medio dei titoli governativi decennali del G7 ha raggiunto circa il 4%, il livello più elevato dal 2008.