23 SET 2026 · Rassegna stampa economico-finanziaria del 23 Settembre 2026, strutturata per macro-temi e basata sulle principali testate giornalistiche nazionali e internazionali.
Conti pubblici: deficit al 3,1%, ma migliorano crescita e debito
Testate: Il Sole 24 Ore / Corriere della Sera / la Repubblica / Il Messaggero
- Il deficit italiano del 2025 rimane al 3,1% del PIL, un livello che non consente all’Italia di uscire quest’anno dalla procedura europea per disavanzo eccessivo.
- Il ministro Giorgetti indica il 2027 come possibile traguardo per l’uscita dalla procedura.
- Il dato rappresenta un vincolo per la prossima legge di bilancio, anche se il singolo decimale di deficit non determina automaticamente l’ammontare delle risorse che il Governo potrà utilizzare.
- Dalla revisione dei dati Istat arrivano però anche segnali favorevoli.
- La crescita reale del 2025 viene rivista dallo 0,5% allo 0,6%.
- Migliora inoltre l’avanzo primario, cioè il saldo dei conti pubblici prima del pagamento degli interessi sul debito.
- Il rapporto debito/PIL scende al 136,7%.
- Il quadro dei conti pubblici rimane quindi complesso, ma concentrarsi esclusivamente sul deficit rischia di non cogliere i miglioramenti registrati su crescita, avanzo primario e rapporto debito/PIL.
Crescita italiana: Confindustria alza le stime per il 2026
Testate: principali testate economiche
- Confindustria rivede al rialzo le proprie previsioni sulla crescita italiana per il 2026.
- La stima passa dal precedente +0,5% a +0,8%.
- I primi mesi dell’anno hanno registrato un andamento migliore rispetto alle attese.
- La questione centrale diventa però la capacità di mantenere questo ritmo nella parte finale dell’anno.
- A fine 2026 è infatti prevista una riduzione della spinta proveniente dagli investimenti collegati al PNRR.
- Parallelamente, energia più costosa e tassi elevati potrebbero continuare a frenare consumi e investimenti delle imprese.
- La crescita rimane quindi positiva, ma la sua sostenibilità dipenderà sempre più dalla capacità dell’economia di trovare nuovi motori oltre agli investimenti straordinari legati al PNRR.
Energia: gas a 77 €/MWh e domanda italiana in forte crescita
Testate: Corriere della Sera / Il Sole 24 Ore
- L’energia continua a rappresentare uno dei principali elementi di pressione sull’economia italiana.
- Ad agosto la domanda italiana di gas è aumentata del 15% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
- Il fabbisogno elettrico registra un incremento ancora maggiore, pari al 16,5%.
- Nello stesso periodo, i prezzi al dettaglio di gas ed elettricità hanno già registrato rincari.
- Sul mercato europeo, il gas raggiunge 77 €/MWh, contro appena 33 €/MWh registrati a febbraio.
- Per le aziende energivore variazioni di questa portata possono incidere significativamente sulla redditività anche nell’arco di un singolo trimestre.
- Federacciai avverte che, senza un alleggerimento dei costi, alcuni impianti potrebbero arrivare a fermarsi.
- La sospensione del costo delle emissioni richiesta dal settore rimane, al momento, una proposta.
- Anche le famiglie attendono i prossimi aggiornamenti delle tariffe energetiche.
Petrolio e mercati: Brent vicino ai 100 dollari
Testate: Milano Finanza
- L’incertezza energetica continua a riflettersi direttamente sui mercati finanziari.
- Il Brent torna intorno ai 100 dollari al barile, mentre Piazza Affari chiude la seduta con una flessione dello 0,5%.
- A generare volatilità sono soprattutto le notizie contrastanti provenienti dall’Iran e dallo Stretto di Hormuz.
- La pressione su una delle rotte fondamentali per il commercio energetico mondiale si trasmette rapidamente alle quotazioni del petrolio, ai mercati azionari e alle aspettative sui tassi.
- Energia, geopolitica e mercati finanziari rimangono quindi strettamente collegati, aumentando l’incertezza per imprese e investitori.
BTP Green: 112 miliardi di domanda per l’emissione italiana
Testate: Il Sole 24 Ore
- Dal mercato obbligazionario arriva un segnale significativo sulla domanda internazionale per il debito italiano.
- Il nuovo BTP Green con scadenza nel 2038 ha raccolto 8 miliardi di euro.
- Le richieste degli investitori hanno però raggiunto circa 112 miliardi di euro, molte volte superiori all’ammontare effettivamente collocato.
- Il rendimento lordo all’emissione è pari al 4,492%.
- Il dato evidenzia una forte domanda per i titoli italiani, ma mostra contemporaneamente le due facce dell’attuale scenario dei tassi.
- Rendimenti più elevati possono rappresentare un’opportunità per chi investe nuova liquidità, ma significano anche un costo di finanziamento maggiore per lo Stato.
- La credibilità dei conti pubblici rimane quindi fondamentale anche in presenza di una domanda elevata per le emissioni italiane.
Industria: Mirafiori rallenta, ma arrivano nuove risorse per le imprese
Testate: la Repubblica / La Stampa
- Nel sistema produttivo italiano convivono situazioni molto differenti.
- A Mirafiori è prevista una nuova fermata dal 19 al 30 ottobre.
- Lo stop coinvolgerà oltre 1.000 lavoratori della linea della Fiat 500, in un contesto nel quale la domanda di automobili rimane fragile.
- Parallelamente, dal Piemonte arrivano iniziative orientate al sostegno degli investimenti.
- Un nuovo programma punta a mobilitare almeno 300 milioni di euro di prestiti destinati agli investimenti aziendali.
- La disponibilità di credito e capitale diventa particolarmente importante per sostenere gli investimenti in una fase caratterizzata da costi energetici e finanziari elevati.
Startup e welfare digitale: Tundr raccoglie 11,6 milioni
Testate: principali testate economiche
- Sul fronte dell’innovazione emerge il finanziamento raccolto da Tundr, società italiana attiva nel welfare digitale.
- L’operazione ha raggiunto 11,6 milioni di euro.
- La società dichiara di servire circa 2.000 aziende.
- Il finanziamento rappresenta uno dei segnali della capacità di alcune imprese innovative italiane di attrarre capitale anche in una fase finanziaria caratterizzata da tassi più elevati.
Cina, export e nuovi mercati: aumenta la competizione globale
Testate: Financial Times / La Stampa
- Sullo scenario internazionale continua a crescere il peso industriale della Cina.
- Secondo il Financial Times, il Paese rappresenta ormai il 40% delle esportazioni mondiali di container.
- La pressione competitiva aumenta soprattutto nei prodotti tecnologici.
- L’Italia continua però a mostrare una buona capacità di presenza sui mercati internazionali: nel 2025 l’export italiano è cresciuto del 3,3%, con un contributo importante della farmaceutica.
- Anche l’intesa commerciale preliminare tra Unione europea e Filippine indica la ricerca di nuovi mercati e nuove opportunità commerciali.
- Il vertice tra Stati Uniti e Cina del 24 settembre sarà seguito con particolare attenzione dalle imprese, perché tra i temi sul tavolo figura anche il futuro della tregua sui dazi.
- In un contesto caratterizzato da una concorrenza internazionale crescente, la diversificazione geografica dell’export assume quindi un’importanza sempre maggiore.
Executive Takeaways
• I conti pubblici migliorano, ma la prudenza rimane necessariaIl deficit 2025 resta al 3,1%, ma contemporaneamente la crescita viene rivista allo 0,6%, migliora l’avanzo primario e il rapporto debito/PIL scende al 136,7%. Il quadro non può quindi essere valutato attraverso un singolo indicatore.
• La crescita 2026 migliora, ma deve trovare nuovi motori
Confindustria porta la previsione del PIL dallo 0,5% allo 0,8%. La riduzione della spinta degli investimenti PNRR rende però sempre più importante sostenere investimenti privati, produttività e competitività.
• L’energia rimane il principale elemento di pressione
Gas europeo passato da 33 a 77 €/MWh, domanda italiana di gas +15% e fabbisogno elettrico +16,5% mostrano un sistema nuovamente esposto alla volatilità energetica. Per i settori energivori il tema diventa direttamente industriale.
• La domanda per il debito italiano rimane forteIl nuovo BTP Green raccoglie 112 miliardi di richieste a fronte di 8 miliardi collocati. È un segnale importante di domanda, anche se il rendimento del 4,492% ricorda che tassi elevati significano contemporaneamente maggiore remunerazione per gli investitori e maggior costo per lo Stato.
• Energia, conti pubblici e accesso ai mercati saranno decisivi
L’Italia continua a mostrare imprese capaci di esportare, raccogliere capitali e investire, ma trasformare questa capacità di tenuta in crescita duratura richiede costi energetici sostenibili, conti credibili e accesso a mercati internazionali diversificati. Sono questi i tre fronti principali indicati dalla rassegna per i prossimi mesi.