15 DIC 2025 · Questo è l'inizio di un episodio pilota di un podcast che ho immaginato dedicato alle vittime di destra degli anni di piombo, da Ramelli a Mikis Mantakas, dai fratelli Mattei a Paolo di Nella. Nel corso ci avevano chiesto l'incipit di un episodio di True Crime. Ma di podcast sul mostro di Firenze o sul delitto di Garlasco ce ne sono già tanti, e se non si è giornalisti d'inchiesta e non si ha accesso a documenti nuovi e rivelatori meglio lasciar stare. Un podcast, invece, sugli anni di piombo mancava, e manca ancora.
O meglio, esistono podcast sulle troppe stragi di quegli anni: Stazione di Bologna, Italicus, Piazza Fontana, perlopiù attribuite al terrorismo di destra. Ma non esiste un lavoro che completi la memoria di quegli anni difficili per la nostra Repubblica raccontando le vittime di destra dell'odio e delle frange di violenza armata della sinistra. Vittime altrettanto innocenti di violenze per le quali non ha quasi mai pagato nessuno e che per molti anni sono state dimenticate. Questo si mi pare un 'true crime' interessante e che prima o poi andrebbe fatto. Non un lavoro politicizzato ma una ricerca storica dei fatti di un periodo di violenza e di intolleranza.
Un resoconto che, in un contesto di imparziale onestà intellettuale, non dovrebbe spaventare o indignare nessuno e, anzi, dovrebbe contribuire a mostrare una faccia spesso dimentatica ma altrettanto iniqua e drammatica del fanatismo e delle violenza politica, di ogni colore.
Questo incipit di episodio pilota si ferma dopo l'inizio di una intervista che fa veramente venire la pelle d'oca, e che avevo trovato su youtube. A parlare è la mamma di Francesco Ciavatta, nato come me nel 1959 e che allora non aveva ancora compiuto 19 anni. Un giovane militante del Movimento Sociale Italiano animato da un'adolescenziale innocente passione per la politica,
Quella sera, come altri suoi coetanei, sarebbe poi dovuto andare al cinema e invece è stato ucciso assieme ad altri due suoi amici davanti alla sede del MSI.
Un giorno spero di trovare il tempo e la forza di dare la voce a lui ed alle altre troppe vittime innocenti di quegli anni, uccise con la formula falsamente assolutoria ' uccidere un fascista .. non è un reato'.