Saracostì
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Descrizione
Saracostì Alcune tradizioni legate al periodo pasquale, presenti ancora oggi nella Grecia Salentina, ci rimandano molto molto indietro nel tempo: nell'antica Grecia. Nella lingua grica la parola "saranta" vuol dire...
mostra di piùAlcune tradizioni legate al periodo pasquale, presenti ancora oggi nella Grecia Salentina, ci rimandano molto molto indietro nel tempo: nell'antica Grecia. Nella lingua grica la parola "saranta" vuol dire "quaranta" e Saracostì è il nome di un fantoccio che rappresenta una vecchia donna vestita di nero e che compare tra le vie dei paesi il primo giorno della quaresima. Vi resterà lì, immobile per quaranta giorni! In una mano la Saracostì ha un'arancia amara infilzata da sette piume e nell'altra mano ha una conocchia oppure un fuso con la lana. Cosa sono questi simboli? L'abito nero da lutto e l'arancia amara rappresentano la scarsità di cibo dell'inverno, le piume corrispondono alle sette domeniche di quaresima: a mo di calendario, ogni settimana viene tolta una piuma dall'arancia. Il fuso con il filo di lana rappresentano la laboriosità e lo scorrere del tempo. La domenica di Pasqua, a mezzogiorno, il fantoccio Saracosti viene bruciato: questo è il giorno del primo plenilunio di primavera, l'inverno triste e amaro è finalmente terminato! Perchè la Saracostì ha a che fare con l'antica Grecia? La sua figura e i suoi simboli hanno un'incredibile analogia con il mito greco delle Moire. Le Moire per gli antichi greci, le Parche per gli antichi romani, erano tre sorelle dall'aspetto di vecchie che vivevano nel regno dei morti. La più giovane Cloto teneva la conocchia, iniziava e faceva scorrere il filo della vita di ogni essere umano; Lachesi teneva il fuso dove svolgeva il filo ed era la responsabile di distribuire ad ogni uomo la quantità di vita e le sue sorti, gioie e dolori; Atropo, la più vecchia ed inflessibile, con le sue forbici tagliava il filo, determinando la fine della vita!
Con:
gli alunni e le alunne della classe I A della Scuola Secondaria di Castrignano dei Greci;
l’esperto di lingua e cultura grika Giovanni CAMPA;
i docenti esperti podcast: Sara COSTANTINI - Davide GROSSI;
il docente tutor: Orsola QUIDA;
Coordinamento: Anna FONSECA - Maria Arcona MAGURANO;
Dirigente scolastica: Enrica SARACINO.
Fonè, simaja, akole, loja stin Grecìa Salentina – Suoni, segni, icone, parole nella Grecia Salentina.
Progetto per la tutela e la salvaguardia della lingua e della cultura GRIKA (Legge Regionale n 5 del 22 marzo 2012)
La Grecìa salentina è un'isola linguistica ellenofona del Salento, in Puglia, nella provincia di Lecce, in cui si parla una lingua nota come “grico”.
L’Istituto comprensivo di Corigliano d’Otranto, Melpignano e Castrignano dei Greci, facendo parte della Grecìa Salentina prevede all’interno della offerta formativa, l’insegnamento della lingua grica, una lingua minoritaria riconosciuta, che mescola termini provenienti dal greco antico e dal greco bizantino. Gli alunni dell'Istituto Comprensivo di Corigliano d'Otranto, hanno interpretato con entusiasmo alcune storie della tradizione grica scelte per il progetto Fonè, simaja, akole, loja stin Grecìa Salentina – Suoni, segni, icone, parole nella Grecia Salentina.
Si ringraziano: l'orchestra Sparagnina, Ambrogio Sparagna e il gruppo Ghetonìa per le musiche; il personale ATA e la DSGA Marina DE LORENZIS dell’Istituto comprensivo di Corigliano d’Otranto – Castrignano dei Greci – Melpignano. Le famiglie degli alunni. I Sindaci e le Amministrazioni comunali di Corigliano d’Otranto – Castrignano dei Greci – Melpignano. La Regione Puglia.
Informazioni
| Autore | IC Corigliano d'Otranto |
| Organizzazione | IC Corigliano |
| Sito | - |
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