Quanti fili si annodano attorno a Taiwan all'alba del terzo mandato di Xi?

Quanti fili si annodano attorno a Taiwan all'alba del terzo mandato di Xi?
11 mar 2023 · 50 min.

https://ogzero.org/tag/cina/ «Come se avessero sbagliato il primo bottone della camicia» ha detto il ministro degli Esteri cinese, riferendosi agli Usa, accusandoli di voler soffocare l'espansione del commercio di Pechino. Sullo...

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«Come se avessero sbagliato il primo bottone della camicia» ha detto il ministro degli Esteri cinese, riferendosi agli Usa, accusandoli di voler soffocare l'espansione del commercio di Pechino.
Sullo sfondo lo scontro tra multilateralismo e supremazia incrinata degli Usa, ma anche l'economia cinese in previsione "solo" al 5%. E l'aumento al 7,2% della spesa militare è contenuto nei limiti dell'anno scorso: segnale che forse la tattica cinese non prevede ancora il confronto bellico, come l'occidente prova a far credere? va considerato anche che l'industria cinese è tra quelle più dual, è cioè ancora più difficile discernere le produzioni schiettamente civili, distinguandole dalle applicazioni militari per quanto sono fusi ta loro (come abbiamo documentato più volte nel dossier di OGzero sulle armi).
In relazione alla guerra in Ucraina, la Cina potrebbe avere un interesse sia in relazione a Taiwan per le preoccupazioni di sicurezza, sia immaginando di avere un ruolo maggiore nei confronti di un Putin indebolito (ma senza che si arrivi a una sua capitolazione o alla disgregazione della Russia), senza farsi coinvolgere troppo.
In tralice il tentativo della Cina di scollare l'Europa dalla sudditanza nei confronti degli Usa; il ministro degli Esteri Qin Gang prende di mira gli Stati Uniti per una serie di problemi globali, e li accusa di rappresentare una forza che spinge per l'escalation della crisi in Ucraina; gli aumenti dei tassi d'interesse statunitensi stanno innescando crisi del debito; e la regione non ha bisogno di una versione Asia-Pacifico della Nato. L'intento è quello di contenere le turbolenze globali per proseguire sulla strada dell'espansione degli scambi commerciali e l'occupazione di nuovi mercati... e lo dimostra il riavvicinamento tra Turbanti iraniani e Kefiah saudite sotto l'egida cinese. Ma...
«Se Washington non rivede le sue politiche di aggressione ci saranno conflitti», sarà un'allusione a Taiwan? forse non è questo il dubbio che un sinologo come Lorenzo Lamperti si pone, quanto l'incremento di cittadini della Cina nazionalista che si sente taiwanese più che cinese e i principi identitari contrapposti al rischi odi guerra, da cui dipendono le chance dell'ondivago Guomindang in questa contingenza di conquistare il governo. O quelle del tycoon di Foxconn, Terry Gou, l'amico di Trump con ambizioni da grande stabilizzatore... ma i protagonisti delel prossime elezioni saranno ancora altri probabilmente, scelti in base a quanta pressione arriverà da Pechino. E poi la pantomima tra Tsai e lo speaker della Camera americano McCarthy: la notizia del doppio scalo in California e a New York della presidente taiwanese non esclude un futuro viaggio dello speaker americano a Taipei. Anche se Tsai non potrà ricandidarsi dopo aver svolto due mandati. In realtà, anche Ko Wen-je, candidato in pectore alle elezioni, sarà negli Usa ad aprile; certo, non è come una presidente... ma rimane la provocazione dei nazionalisti, che sono riusciti a far dimenticare alle giovani generazioni quanto fosse marziale e repressivo il regime di Chiang Kai shek
Prima delle nomine all'Assemblea nazione del popolo Lorenzo Lamperti ci ha raccontato dinamiche interne (e il terzo mandato di Xi), ma soprattutto emerge da questo intervento un punto di osservazione collocato sull'altro lato dello stretto di Formosa; comprendendo anche il problema che è diventato tra i più essenziali: Taiwan è il mercato principale dei microchip. Ma forse non è (ancora) il momento dello scontro per il controllo globale del comparto tecnologico, visto che il 60% della produzione è andata verso la Cina e che i grossi produttori taiwanesi sono diretti interlocutori di Xi (Tsmc in primis).
Sotto ogni punto di vista senza una guida come quella di Lorenzo Lamperti non abbiamo sufficienti elementi per interpretare nessuno degli ambiti sensibili, tantomeno nell'ottica di Taipei: economico o partitico, catena di comando o controllo finanziario, aggressività e semiconduttori, scontro aperto o riunificazione cinese... persino in relazione alla storia cinese o alle cancel culture a essa legate; figuriamoci rispetto al soft-power messo in campo, o orientarci tra le nomine in corso durante l'Assemblea nazionale del popolo, con l'imponente presenza di tecnocrati sessantenni e il ridimensionamento totale di ogni corrente o gruppo non allineato con Xi e quindi ci affidiamo a Lamperti sia nei suoi interventi su "China Files" (https://www.china-files.com/taiwan-files-due-sessioni-e-lappuntamento-tsai-mccarthy-negli-usa/), sia in questa intervista trasmessa su Radio Blackout.
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Autore OGzero - Orizzonti geopolitici
Sito ogzero.org
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