Nove differenze tra Chiesa Cattolica e ortodossi
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TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/4104 NOVE DIFFERENZE TRA CHIESA CATTOLICA E ORTODOSSI di Corrado Gnerre Il Cristianesimo ortodosso ("ortodossia" significa "corretta opinione") si chiama così perché convinto di applicare la vera...
mostra di piùNOVE DIFFERENZE TRA CHIESA CATTOLICA E ORTODOSSI
di Corrado Gnerre
Il Cristianesimo ortodosso ("ortodossia" significa "corretta opinione") si chiama così perché convinto di applicare la vera volontà di Gesù Cristo. Esso si esprime in comunità autocefale (cioè aventi in sé il proprio capo), che solitamente vengono erette al rango di patriarcato. Queste comunità sono in comunione fra loro, ma agiscono indipendentemente le une dalle altre. Vi sono poi alcune comunità autonome e semiautonome che hanno un notevole grado di autogoverno, ma non possono definirsi di governo proprio nel vero senso della parola, perché l'elezione del loro primate viene formalmente approvata dal sinodo della "chiesa" autocefala da cui dipendono.
All'interno dell'Ortodossia vi sono varie controversie giurisdizionali, e ciò per diversi motivi. In alcuni casi le questioni si legano all'autodeterminazione nazionale di un popolo, come nel caso delle "chiese" ucraina, montenegrina e macedone, le quali non sono in comunione con le principali chiese ortodosse.
Le comunità ortodosse più importanti sono quelle russa, greca, serba, bulgara e rumena. Complessivamente l'Ortodossia è per dimensioni la terza maggiore confessione cristiana, contando circa 250 milioni di fedeli, sia in Oriente che in Occidente. [...]
LA DOTTRINA
La versione ufficiale vuole che il Cristianesimo ortodosso sia classificato come scismatico e non eretico. Ricordiamo la differenza tra eresia e scisma. L'eresia è un errore che si pone sul piano della dottrina, lo scisma invece è un errore che si pone sul piano della disciplina. Dal momento che il Cristianesimo ortodosso viene ricordato soprattutto per il suo rifiuto alla sottomissione al Papa, in quanto Vescovo di Roma avente un potere di giurisdizione su tutti gli altri vescovi, esso viene considerato come una comunità scismatica. E' un giudizio che convince poco e diciamo subito il perché. Prima di tutto: già il rifiuto del primato petrino ha implicazioni non solo sul piano disciplinare ma anche su quello dottrinale. Secondo: è riduttivo ritenere che il Cristianesimo ortodosso si differenzi da quello cattolico solamente per la non accettazione del primato del Vescovo di Roma. Infatti, vi sono diverse differenze. Parliamone.
1) CHIESA E PRIMATO PETRINO
Gli ortodossi ritengono - a proposito della costituzione della Chiesa - che san Paolo sia stato del tutto pari a san Pietro (tesi del "duplice capo della Chiesa", già condannata da Innocenzo X). Ovviamente questo comporta anche il rifiuto del dogma dell'infallibilità pontificia.
Gli ortodossi ritengono che nei primi secoli la Chiesa Cattolica non fosse "monarchica" e ritengono che il Primato della Chiesa Romana non poggi su validi argomenti.
2) DIO
Gli ortodossi, ovviamente, concepiscono Dio in maniera molto simile a come viene concepita dai cattolici, ma attenzione: non identica. Gli ortodossi credono sì in un solo Dio in tre persone (Padre, Figlio e Spirito Santo), ma per quanto riguarda il rapporto tra Dio e la creazione i loro teologi distinguono fra essenza eterna di Dio ed energie divine. L'essenza divina sarebbe inconoscibile, mentre possono essere conosciute le energie o atti divini. Ora, un conto è dire che il mistero di Dio non potrà mai essere completamente compreso dall'intelligenza delle creature (angelo o uomo che sia), altro è affermare una completa inconoscibilità dell'essenza divina. Ciò infatti può comportare la convinzione secondo cui Dio non sarebbe costitutivamente logos, bensì potrebbe essere concepito volontà pura indipendente da qualsiasi logica. Si tratterebbe, ovviamente, di un effetto del rifiuto del metodo analogico.
Dunque, una tale convinzione (la completa non conoscibilità dell'essenza divina) può portare a delle conseguenze ben precise. Prima fra tutte quella di "separare" (e non solamente "distinguere") il piano naturale da quello soprannaturale. Ovvero di ritenere il piano naturale giudicato da leggi completamente diverse rispetto all'essenza della realtà soprannaturale. Tanto è vero questo che l'Ortodossia pone poca attenzione al rapporto tra fede e ragione, rapporto che è invece è sempre stato ed è tuttora importante per il Cattolicesimo. Altra conseguenza è il fenomeno del cesaropapismo, ovvero la sottomissione del potere religioso rispetto a quello politico. E' vero che questo fenomeno è legato primariamente alla rinuncia da parte dell'Ortodossia del potere temporale. Ma non ne è estranea anche la singolare concezione di Dio di cui abbiamo appena parlato.
Gli ortodossi ritengono che il dogma della processione dello Spirito Santo anche dal Figlio ("Filioque") non sia contenuto nelle parole del Vangelo o non sia stato accettato dalla fede degli antichi Padri. Al limite, dichiarano di essere disposti ad affermare l'espressione secondo cui lo Spirito Santo procederebbe dal Padre attraverso il Figlio, ma non dal Figlio. [...]
3) LA VERGINE MARIA
Per quanto riguarda la Vergine Maria, gli ortodossi negano il dogma dell'Immacolata Concezione, affermando che la Vergine sarebbe stata concepita con il peccato originale, ma che poi sarebbe stata purificata al momento del concepimento del Verbo Incarnato.
Si insiste molto, invece, sul fatto che Maria non commise mai peccato, che rimase sempre vergine e che, ovviamente, è vera Madre di Dio. Si afferma anche che Maria fu assunta in Cielo, ma non se ne fa una verità vincolante.
4) BATTESIMO E CRESIMA
Per quanto riguarda i sacramenti, il Cristianesimo ortodosso non ne ha mai definito dogmaticamente il numero. In tempi recenti ha riconosciuto di fatto i sette sacramenti della Chiesa Cattolica ai quali ha aggiunto altri come: la tonsura monastica, la benedizione delle acque, la consacrazione delle icone... Insomma, l'Ortodossia non riconosce una vera differenza tra sacramenti e sacramentali.
Per quanto riguarda il Battesimo, a differenza della Chiesa Cattolica dove questo può essere amministrato anche per infusione, nelle comunità ortodosse esso deve invece essere amministrato per immersione.
Per quanto riguarda la Cresima, il rito ortodosso è esteso a tutto il corpo con una serie di unzioni col crisma benedetto dal vescovo. A differenza del Cattolicesimo, il ministro può anche essere il sacerdote, anche se il crisma deve essere comunque consacrato da un vescovo.
5) COMUNIONE
Per quanto riguarda l'Eucaristia, nell'Ortodossia non si utilizza il termine transustanziazione ma trasmutazione. Teologicamente non cambia nulla. L'Eucaristia è celebrata con pane di frumento fermentato e non azimo (questa è una differenza) e vino rosso mescolato con acqua tiepida all'interno del calice. La Comunione è distribuita sempre sotto le due specie. Per riceverla non si esige la capacità di distinguere il pane comune da quello "trasmutato", infatti la Comunione può essere amministrata anche ai bambini molto piccoli dopo il Battesimo. Altra differenza: mentre i cattolici identificano la transustanziazione con le parole di Cristo all'Ultima Cena, gli ortodossi identificano la trasmutazione con la conclusione del canone eucaristico, ovvero con l'epiclesi o invocazione allo Spirito Santo.
6) CONFESSIONE, UNZIONE INFERMI
Per quanto riguarda il sacramento della Penitenza, esso è molto simile a quello cattolico. Però nell'Ortodossia ognuno deve confessarsi col proprio "padre spirituale" e senza il confessionale a grata. Alcuni affermano che nell'Ortodossia la Confessione verrebbe vista soprattutto come una sorta di "terapia dell'anima". Infatti, a differenza di ciò che accade nel Cattolicesimo, il confessore non "assolve" il penitente dai peccati bensì recita una preghiera invocando il perdono divino.
Per quanto riguarda l'Unzione degli infermi, nell'Ortodossia questo sacramento può essere amministrato anche a coloro che soffrono solo spiritualmente e non è stato mai unicamente riservato agli ultimi momenti della vita.
7) ORDINE SACRO E MATRIMONIO
Per quanto riguarda l'Ordine, anche nell'Ortodossia esso permette la creazione dei ministri della Chiesa, nei tre gradi di: vescovo, presbitero e diacono. Solo il vescovo è eletto fra i celibi (specificamente fra i monaci), mentre sacerdoti e diaconi possono essere scelti tanto fra celibi quanto tra sposati, per quest'ultimi però è necessario che non siano in seconde nozze e non si sposino dopo l'ordinazione. I ministri sono eletti solo fra i maschi.
E infine il Matrimonio. Per l'Ortodossia neppure la morte di uno dei due coniugi può sciogliere il vincolo. Solo il vescovo può decidere se ammettere i suoi diocesani a seconde o terze nozze. A questo però si aggiunge qualcosa che va completamente a discapito di questo sacramento: si afferma che, ove sia assolutamente venuto meno l'amore coniugale per adulterio, può ammettersi il divorzio. Si tratta di un permesso causato da una errata interpretazione di Matteo 19, 9: "Chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di concubinato, e ne sposa un'altra, commette adulterio." In realtà, Gesù vuol dire che in caso di concubinato la propria moglie si può ripudiare perché non è davvero moglie, mentre gli ortodossi interpretano, sbagliando, "concubinato" come "adulterio" e quindi come una possibile eccezione all'indissolubilità del matrimonio.
8) LA NEGAZIONE DEL PURGATORIO
Gli ortodossi non credono nel Purgatorio, anche se invitano a pregare per i defunti. In realtà, si afferma che dopo la morte nel suo avvicinamento verso Dio l'anima dovrebbe superare dei punti di blocco, definiti "stazioni di pedaggio". In questo avvicinamento l'anima incontrerebbe i cosiddetti "demoni dell'aria" e sarebbe d
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| Autore | BastaBugie |
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