Impronta "dual" sulla Cina

Impronta "dual" sulla Cina
19 mar 2023 · 29 min. 45 sec.

https://ogzero.org/tag/cina/ a completare il quadro disegnato da Lorenzo Lamperti da Taipei la scorsa settimana (https://lorenzolamperti.substack.com/p/tsai-negli-usa-e-la-postura-di-xi), procediamo a perlustrare il mondo cinese con Sabrina Moles, guardandolo con gli occhiali dall’altra parte...

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https://ogzero.org/tag/cina/

a completare il quadro disegnato da Lorenzo Lamperti da Taipei la scorsa settimana (https://lorenzolamperti.substack.com/p/tsai-negli-usa-e-la-postura-di-xi), procediamo a perlustrare il mondo cinese con Sabrina Moles, guardandolo con gli occhiali dall’altra parte dello stretto di Formosa.

Sicurezza e stabilità tra tecnocrazia, industria ed esercito
Potenziare esercito ma compenetrandolo nel tessuto sociale – che poi è il Partito; funzionari che sono tecnocrati sessantenni – il vero stimolo governativo, affidabili per Xi e capaci, perché ricercatori aerospaziali, come il ministro della Difesa (a dimostrare l’importanza del comparto missilistico nella nuova “Muraglia di acciaio”); ma l’Assemblea si occupa molto di economia, con confronti dialettici, che in qualche modo finisce con lo smussare l’impulso allo sviluppo (tecnologico-militare dual?): cercare di mantenere insieme industria privata e figure molto competenti interne al partito e nei gangli dello sviluppo economico, mantenendo in piedi il sistema ma riconducendo il compartimento finanziario a una ristrutturazione.


Scongiurare il decoupling, mantenendo intrecci commerciali
Dual anche la diplomazia: un ministero degli Esteri in funzione del nemico (la nomina del ministro degli Esteri ex ambasciatore in Usa) per mettersi al riparo dai danni delle sanzioni e contemporaneamente accreditarsi come grande pacificatore (la pax cinese tra sciiti e sunniti, tra Teheran e Riyad). Questo per mantenere le catene di approvvigionamento di merci cinesi e l’abilità nel fare affari fuori dai confini. Ma anche mantenersi l’accesso alle tecnologie chiave… senza per questo diffondere il know how per le filiere (come le batterie) in cui le aziende cinesi sono leader mondiali.

Multilateralismo vs primazia statunitense
Oltre all’ambito commerciale – o meglio usare la mediazione per mantenere vecchi e acquisire nuovi asset economici – la Cina si affaccia a quello delle mediazioni e, seppur accantonati dall’Occidente i 12 punti sull’Ucraina – mantiene Pechino come più accreditato stato terzo che può comporre il conflitto sarmatico (alla vigilia dell’incontro con Putin – appena diventato ricercato internazionale).

Il variegato carnet di ballo dei successori
La lentezza evidenzia la possibilità che non ci saranno strappi interni, vuoi perché sono tutti allineati alla politica di Xi, vuoi perché gradualmente con il trascorrere degli anni molti eminenti personaggi confermati raggiungono i limiti di età, che già per un paio si sono operate deroghe; ci sono comunque molte sfumature in economia tra le varie posizioni all’interno del Partito. Rimane comunque una nuova dicotomia: la spinta a innovare e a una mobilità meritocratica – denunciata dall’avvento dei molti capaci scienziati – con la rigidità delle procedure tradizionali che vedono solitamente il responsabile del partito di Shanghai arrivare ai massimi vertici, come è avvenuto anche stavolta, nonostante il disastro del covid proprio nella città nevralgica della Cina.

Rallentamento e infrastrutture
C’è poi l’aspetto dell’immobiliare che andava sgonfiato e con quello si ritorna all’intreccio con l’economia e le lotte interne, o alla corruzione. L’annullamento della strategia case zero si aggiunge al rallentamento dell’economia (il 5% del pil o poco più come previsione), la disoccupazione che sta aumentando; la pandemia ha cambiato la concezione del mondo del lavoro, soprattutto nelle frange più giovani, che non intendono più sacrificarsi come alcuni anni fa; si perde il potere di negoziazione.
Porti e infrastrutture continuano a essere ottimi investimenti della politica di espansione in Africa e lungo la Belt and Rode Intiative.

Nel maggio 2020 la leadership centrale cinese ha proclamato che avrebbe «sviluppato appieno i vantaggi del mercato super-grande del Paese e il potenziale della domanda interna per stabilire un nuovo modello di sviluppo caratterizzato da una doppia circolazione interna e internazionale che si completano a vicenda».
Da allora la "doppia circolazione" è stata oggetto di un intenso dibattito all'interno e all'esterno della Cina. Dual everything, everywhere, all at twice.
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Autore OGzero - Orizzonti geopolitici
Sito www.spreaker.com
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