Ettore Tibaldi

13 mag 2025 · 2 min. 43 sec.
Ettore Tibaldi
Descrizione

Ciao, mi chiamo Ettore Tibaldi, sono nato a Bornasco il 19 dicembre 1887, mi sono laureato  in medicina nel 1913 e mi sono impegnato sin da giovane nelle battaglie politiche. ...

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Ciao, mi chiamo Ettore Tibaldi, sono nato a Bornasco il 19 dicembre 1887, mi sono laureato  in medicina nel 1913 e mi sono impegnato sin da giovane nelle battaglie politiche. 
Militante del Partito Socialista Italiano dal 1907, nel 1913 sono stato processato per vilipendio della monarchia perché dissi in pubblico “Viva la Repubblica!”. Le mie posizioni socialiste mi hanno portato a scontrarmi con il nascente fascismo e, a causa delle mie opinioni antifasciste, sono stato licenziato dall’Università di Pavia, dove ero diventato docente. Trovai lavoro a Domodossola, dopo che la mia carriera universitaria e medica era stata ostacolata dal regime.
Mi sono distinto come uno dei leader della Resistenza in Ossola e come uno degli organizzatori delle prime formazioni partigiane. 
Successivamente mi sono rifugiato in Svizzera, ma sono tornato in Italia nel  settembre 1944, durante i “quaranta giorni” della Repubblica dell'Ossola, un'esperienza di governo  partigiano che durò dal 9 settembre al 19 ottobre dello stesso anno e della quale fui presidente della Giunta provvisoria di Governo.
Dopo la fine della Seconda guerra mondiale, in seguito alla Liberazione, sono stato  reintegrato nel mio ruolo di docente universitario e nel 1948 sono diventato  sindaco di Domodossola, città della quale sono rimasto a lungo una figura di  riferimento. Sono stato eletto nel Senato della Repubblica dal 1953 al 1968. La mia famiglia, di tradizione democratica, ha giocato un ruolo importante nell’impegno politico e nella lotta per  la libertà. 
La mia vita personale e professionale è stata segnata da un forte senso del dovere,  dal desiderio di giustizia sociale e da un impegno incondizionato nella lotta contro  ogni forma di oppressione. 
Purtroppo sono morto a Certosa di Pavia il 24 settembre 1968, ma il mio impegno politico e civile è rimasto un  esempio per le generazioni successive.  La mia figura è oggi ricordata non solo per il mio ruolo nella Resistenza, ma anche  per il mio contributo alla medicina, alla politica e alla costruzione di una società più  giusta e democratica.
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Informazioni
Autore Scuola media "G. Floreanini"
Organizzazione Scuola media "G. Floreanini"
Sito sites.google.com
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