Ep.53_Osmanto in profumeria: storia e note olfattive del fiore | L’anima dell’osmanto
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Descrizione
Cinquantatreesima puntata dell’Invisibile Addosso: L’anima dell’osmanto Nel cuore di Pechino, oltre la maestosa Piazza Tienanmen e la Porta di Mezzogiorno, tra i ponti di marmo sul fiume dell’Acqua d’Oro e...
mostra di piùNel cuore di Pechino, oltre la maestosa Piazza Tienanmen e la Porta di Mezzogiorno, tra i ponti di marmo sul fiume dell’Acqua d’Oro e i padiglioni della Città Proibita, può accadere che non sia un monumento a fermare il passo, ma un profumo.Jean-Claude Ellena lo descrive come un odore «tenero e accogliente», capace di costringere all’immobilità per il timore che, muovendosi, quell’immagine olfattiva possa svanire. È il profumo dell’osmanto: un albero dalle foglie dure e persistenti, sul quale fioriscono corolle minuscole, non più grandi di un chicco di riso. Petali quasi invisibili che, tuttavia, sprigionano nell’aria un aroma sterminato, sospeso tra il tè e l’albicocca.
Dietro questa apparente delicatezza si nasconde una storia fatta di viaggi, incontri culturali e trasformazioni. Negli anni Ottanta, mentre la Cina comincia ad aprirsi agli scambi con l’Occidente, l’industria profumiera francese viene coinvolta nella produzione di materie prime destinate alla profumeria. È l’inizio di una collaborazione segnata da burocrazia, segretezza e da un ottimismo quasi pionieristico.Mentre Ellena vive i suoi primi contatti con la Cina a Shanghai, Madame Remy, chimica e proprietaria di una fabbrica a Grasse, viene invitata a Guilin, nella regione del Guangxi: una terra attraversata dal fiume Li e circondata da rilievi sinuosi, dove da millenni crescono osmanti selvatici, in particolare la preziosa varietà dorata.
La raccolta avviene ancora oggi attraverso un gesto antico, simile a quello utilizzato per le olive. Grandi teli vengono distesi sotto gli alberi e i rami sono scossi con vigore, finché una pioggia silenziosa di minuscoli fiori color oro non ricopre il tessuto.
Ma è dopo la raccolta che l’osmanto comincia davvero a rivelare la propria natura più complessa. Poiché le piantagioni sono lontane dalle fabbriche, i fiori non possono essere lavorati immediatamente. Vengono quindi immersi per circa tre mesi in grandi contenitori riempiti di salamoia. Durante questo tempo, il loro profumo si trasforma.
La luminosità fruttata dell’albicocca e la delicatezza del tè incontrano sfumature più profonde, animali e cuoiate. È proprio questa duplicità a rendere l’osmanto una materia prima tanto affascinante: da una parte la dolcezza vellutata e solare del frutto, dall’altra un’ombra scura, corposa e persistente.
Dopo essere stati lavati per eliminare il sale, i fiori vengono sottoposti a estrazione per ottenere la concreta, successivamente inviata a Grasse e trasformata in assoluta. Nasce così una materia preziosa, difficile da produrre e costosa, perché racchiude la breve fioritura annuale di migliaia di corolle quasi impercettibili.
Nella profumeria contemporanea, l’odore dell’osmanto può essere ricostruito anche attraverso molecole sintetiche capaci di riprodurne le due anime principali: quella fruttata dell’albicocca e quella più intensa del cuoio. In creazioni come Osmanthe Yunnan di Hermès, Jean-Claude Ellena ha invece cercato di raccontare l’essenza autentica del fiore, restituendone la grazia contenuta, la trasparenza e la straordinaria potenza evocativa.
L’osmanto è un ingrediente camaleontico: delicato e sensuale, luminoso e animale, rassicurante e misterioso. Un fiore capace di cambiare volto senza perdere la propria identità. Ma la sua storia non appartiene soltanto alla profumeria francese. Da millenni l’osmanto occupa un posto importante nella cultura asiatica. I suoi fiori vengono essiccati per aromatizzare tè e particolari varietà di riso, mentre i suoi estratti profumano l’alcol di riso e altre bevande tradizionali cinesi.
C’è qualcosa di profondamente commovente in una materia tanto preziosa che nasce da un fiore così piccolo da poter essere confuso con un chicco di riso. L’osmanto custodisce un’eleganza discreta, che non ha bisogno di forme vistose per lasciare il proprio segno. È una sintesi di contrasti: la solidità dell’albero e la fragilità dei petali, la fatica dei contadini e la precisione dell’estrazione, la dolcezza dell’albicocca e l’oscurità del cuoio. La sua grandezza non si impone, ma si nasconde nel dettaglio, in un odore tenero e accogliente che invita a fermarsi e respirare.
In questa puntata de L’Invisibile Addosso seguiamo il viaggio dell’osmanto dai paesaggi del Guangxi ai laboratori di Grasse, per scoprire come un minuscolo fiore dorato possa attraversare culture, luoghi e memorie, fino a diventare l’anima invisibile di una fragranza.
Il core business di Ephèmera Firenze è lo Scent Identity Design: l’arte di creare fragranze che diventano la firma invisibile di un brand. Un profumo non è un semplice ornamento, ma un’architettura immateriale: racconta valori, riflette una personalità e lascia un’impronta che la memoria custodisce più a lungo di parole e immagini. La nostra visione, però, va oltre i brand. Con le Perfume Experience e i Team Building Olfattivi accompagniamo persone e team aziendali a scoprire il profumo come linguaggio di identità ed emozione. Nei nostri workshop prendono vita fragranze per la pelle, per gli spazi o persino veri e propri loghi olfattivi: esercizi di creatività, coesione e narrazione condivisa. Dallo studio esperienziale fiorentino, il profumo si intreccia con arte, musica e artigianato, trasformando l’istante in memoria. E non solo a Firenze: le nostre esperienze viaggiano in tutta Italia, nel mondo e direttamente presso i nostri clienti. Che sia personale, aziendale o familiare, ogni creazione è più di un profumo: è una storia che vive nel più potente dei sensi.
VOICE: @fjd.prod.
Il core business di Ephèmera Firenze è lo Scent Identity Design: l’arte di creare fragranze che diventano la firma invisibile di un brand. Un profumo non è un semplice ornamento, ma un’architettura immateriale: racconta valori, riflette una personalità e lascia un’impronta che la memoria custodisce più a lungo di parole e immagini. La nostra visione, però, va oltre i brand. Con le Perfume Experience e i Team Building Olfattivi accompagniamo persone e team aziendali a scoprire il profumo come linguaggio di identità ed emozione.
Nei nostri workshop prendono vita fragranze per la pelle, per gli spazi o persino veri e propri loghi olfattivi: esercizi di creatività, coesione e narrazione condivisa. Dallo studio esperienziale fiorentino, il profumo si intreccia con arte, musica e artigianato, trasformando l’istante in memoria. E non solo a Firenze: le nostre esperienze viaggiano in tutta Italia, nel mondo e direttamente presso i nostri clienti. Che sia personale, aziendale o familiare, ogni creazione è più di un profumo: è una storia che vive nel più potente dei sensi.
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