Donne e consapevolezza finanziaria

6 apr 2021 · 15 min. 51 sec.
Donne e consapevolezza finanziaria
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Fondi pensione, investimenti, tassi, azioni, Etf, propensione al rischio e molto altro riguardante la gestione dei propri risparmi stanno entrando sempre più di frequente nel lessico familiare femminile, anche se...

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Fondi pensione, investimenti, tassi, azioni, Etf, propensione al rischio e molto altro riguardante la gestione dei propri risparmi stanno entrando sempre più di frequente nel lessico familiare femminile, anche se parlare di denaro tra donne non è così ancora all’ordine del giorno e tra uomo e donna ancora meno. Questa asimmetria arriva da lontano, da un retaggio storico che non vedeva le donne come un interlocutore all’altezza dell'argomento. Ovvio, se si pensa che fino a non molto tempo fa (e in alcune parti del mondo è ancora così) le spose non potevano decidere di come di come disporre della propria dote perché innanzitutto non venivano educate nell’ottica di poterlo fare. La gestione finanziaria femminile era ridotta alle spese strettamente necessarie alla vita domestica. Certo, non mancano i casi eccellenti (ed eccezionali) di donne a capo di imprese e alla direzione di banche, ma la percentuale di quelle che possono dirsi a loro agio con la materia è ancora troppo bassa. Molto sta cambiando e molto deve ancora cambiare, ma dal web e dai social arrivano segnali incoraggianti di un crescente interesse a riguardo. Ne è un esempio il profilo Instagram Pecuniami, di Aminata Gabriella Fall, meglio nota con il nomignolo Ami, bancaria e divulgatrice sul di tematiche economiche, con tanto di dirette su risparmi, fondi di investimento e budgeting, e presto in libreria con il volume Signore, è ora di contare! Manuale di consapevolezza finanziaria, in pre-booking su BookaBook.it. Il fatto che il 90% dei suoi follower sia composto da donne fa capire quanto l’universo femminile sia a digiuno di nozioni di questo tipo, ma anche di quanto sia interessato a coprire il gap culturale, perché stufe di trovarsi di fronte al promotore finanziario di turno che insinua che sarebbe meglio se potessero interloquire con il marito/padre.
L’ignoranza nella gestione dei nostri risparmi ci espone al rischio che lo faccia qualcun altro al posto posto, ma non necessariamente a nostro vantaggio. Negli ultimi anni si è parlato addirittura di violenza economica all’interno della famiglia. Un fenomeno “estremo”, ma più frequente di quanto si pensi, che si presenta quando un partner resta legato all’altro perché non può o non sa provvedere a se stesso economicamente e/o perché non ha gli strumenti per gestire il proprio denaro, restando vittima alle volte di situazioni inaccettabili.

L’informazione è potere e la consapevolezza dei propri bisogni e obiettivi è il primo passo per imparare a gestire il proprio patrimonio: «È fondamentale capire quali sono le nostre necessità nel breve e lungo periodo per capire se è il tempo di accantonare o di investire. E se è il momento di investire, come. I progetti di una donna di 20 anni sono diversi di una di 30 o di 50», spiega Ami che ci insegna che «Non è mai troppo troppo tardi per imparare a badare ai propri soldi, soprattutto perché è alla portata davvero di tutt*».
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Autore Vanity Fair Italia
Organizzazione Condé Nast (Italy)
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